di Stefano Origone
La Repubblica, 17 giugno 2025
Entro due anni un Provveditorato regionale con sede a Genova dell’amministrazione penitenziaria, autonomo rispetto a Piemonte e Valle d’Aosta, che si occuperà concretamente dei programmi di recupero, formazione e lavoro per il reinserimento nella società del detenuto. Poi l’individuazione della nuova Casa circondariale per la provincia di Savona e l’eventuale progetto di spostamento di quello di Genova (idea lanciata dal centrodestra in campagna elettorale). Sono questi i temi principali che il sottosegretario alla Giustizia con delega ai Provveditorati e al trattamento dei detenuti, Andrea Ostellari, ha affrontato con la direttrice del carcere di Marassi, Tullia Ardito, e l’assessore alla Sicurezza della Regione Liguria, Paolo Ripamonti, nel corso della visita al carcere di Marassi.
Lei ha una delega al trattamento dei detenuti, come è la situazione che ha riscontrato a Marassi, dove da anni il problema è il sovraffollamento, ma nel giro di una settimana c’è stata anche la rivolta causata dal caso del giovane detenuto violentato e delle guardie che per tre giorni non se ne sono accorte, e l’evasione di due detenute da Pontedecimo? Tutto in pochi giorni. “Ho parlato con il personale, la direttrice, ho visitato le sezioni. Il sovraffollamento esiste, nessuno lo nasconde. Ma ci sono tante ricette per affrontare questo tema, come la formazione-lavoro. Ci sono degli spazi che stanno per essere implementati, con una visione di centralità del lavoro. Serve una capacità di coinvolgimento della città, perché per fare attività lavorative è necessaria una disponibilità”.
Per quanto riguarda la rivolta? “Non parlo di questo. Questa era una visita programmata. Parliamo di una cosa positiva, abbiamo bisogno di cose positive”, taglia corto Ostellari, che mette in dubbio l’iniziativa delle assessore comunali Cristina Lodi al Welfare e alla Sicurezza, Arianna Viscogliosi, che vogliono rifondare la consulta Carcere-Città per progetti concreti di reinserimento. “Non abbiamo bisogno delle consulte, ma di programmazione vera, di pragmatismo. Se loro hanno qualcuno disponibile ad entrare nel mondo del carcere per investire davvero, siamo a disposizione, se invece vogliono fare solo per costituire tavoli, quelli non servono”.
Ostellari ha poi illustrato i benefici che porterà il Provveditorato dedicato alla Liguria con sede a Genova, mentre ora la gestione è interregionale a Torino. “Oggi il Provveditorato ha più regioni, questo è un territorio che ha bisogno di una sua specificità - ha sottolineato il sottosegretario -. Fare questo significa investire in sicurezza all’interno degli istituti, ma con una visione chiara del territorio e dell’esecuzione penale, sulla quale stiamo investendo molto in termini di numeri di assunzioni, in termini di strutture”.
Il nuovo Provveditorato, come detto, aiuterà nel percorso di individuazione dell’area in cui verrà costruito il nuovo carcere per la provincia di Savona “perché averlo chiuso ogni presidio è stato un errore”, ammette il senatore della Lega.
L’esigenza di iniziare un vero programma di reinserimento è uno dei punti principali, visto che a Marassi, per esempio, c’è solo il panificio che dà lavoro a otto detenuti e sta per riaprire la falegnameria. “Il recupero del detenuto non è solo a parole, ma lo vogliamo fare attraverso la formazione e attraverso il lavoro. Chi impara qualche cosa all’interno di questo circuito di recupero, per il 98% dei casi quando esce non delinque più e quindi si raggiungono due obiettivi: uno che è quello sancito dalla nostra costituzione, ma l’altro è che in qualche modo facciamo sicurezza anche per le nostre città del futuro. Abbiamo già investito sui funzionari pedagogici, che sono fondamentali all’interno degli istituti. E abbiamo investito anche sugli psicologi”, conclude Ostellari.











