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genovaquotidiana.com, 8 giugno 2024

Fabio Pagani, segretario Uilpa Polizia Penitenziaria: “Il provveditore ha bloccato qualsivoglia traduzione di detenuti in ingresso e in uscita dalla casa circondariale. Non ci sono pià spazi disponibili per l’isolamento sanitario. Si parla de tempo di un nuovo carcere a Savona, la cui costruzione viene sistematicamente rimandata. Intanto l’Italia costruisce un carcere in Albania”

“Fino a ieri dodici i detenuti conclamati di Morbillo presso la Casa Circondariale di Genova Marassi, ma l’infestazione potrebbe estendersi. Soprattutto, si teme che i casi accertati siano la punta dell’iceberg, atteso che gli stessi ristretti tendono a nasconderli per evitare l’isolamento sanitario e le chiusure dalle attività. Inoltre ci riferiscono sempre a Marassi la presenza di un detenuto isolato per Covid e un altro per scabbia. Non ci sono più posti per isolare i detenuti, occupati tutti gli spazi disponibili. Da moltissimo tempo si parla, di costruire un carcere a Savona, che darebbe grosso supporto alle carceri liguri in sofferenza che, però, viene sistematicamente rimandata. In compenso l’Italia è già all’opera per realizzarne uno entro un mese in Albania”. Lo dichiara Fabio Pagani, segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria.

“Siamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo al carcere di Marassi dove abbiamo chiesto urgentissime misure di prevenzione e profilassi e la dotazione di idonei e sufficienti dispositivi di protezione individuale per i Poliziotti penitenziari - prosegue Pagani. Il provveditore ha bloccato qualsivoglia traduzione di detenuti in ingresso e in uscita da Marassi. Serve un nuovo carcere a Savona in tempi certi e ravvicinati. Forse il parallelismo con l’Albania potrebbe risultare ardito, atteso che lì il penitenziario si realizzerà con moduli prefabbricati, ma in Liguria sono almeno dieci anni che si aspetta il nuovo carcere di Savona, non c’è alcuna proporzione. Soprattutto, non c’è giustificazione che tenga, se non il menefreghismo dei governi, al di là delle dichiarazioni di facciata, a riguardo delle condizioni di detenuti e operatori”.

“Ancor più se si considera che Marassi sono presenti 700 detenuti su una capienza di 450, ora alle prese con morbillo, covid e scabbia con enormi difficoltà di isolare i detenuti per problemi di spazio e il rischio di proteste. Il Ministro Nordio e l’esecutivo Meloni, anziché fantasticare sul riutilizzo di vecchie caserme, mettano in campo un programma per la sanificazione e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, laddove possibile, o la riedificazione di nuovi penitenziari in patria. Non vorremmo che il sovranismo si professasse con la salute degli altri” conclude Pagani.