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di Fabrizio Assandri

rainews.it, 30 gennaio 2025

A Marassi il panificio chiuso da mesi, tanti i progetti ancora sulla carta. Le aziende: “Abbiamo bisogno di manodopera”. Solo una ventina i detenuti liguri, su una popolazione di oltre 1.300, lavorano tra le mura delle carceri assunti da aziende e cooperative esterne. Un’opportunità di impiego che spesso comporta sbocchi anche dopo la fine della pena. Un’altra cinquantina escono di giorno a lavorare, ad esempio perché in semi-libertà, e rientrano in carcere la sera. Sono i numeri emersi al convegno “Dalla cella al lavoro”, a Palazzo Ducale a Genova.

Sebbene avere un’occupazione riduca ad appena il due per cento il tasso di recidiva e nonostante gli sgravi fiscali per le aziende che assumono carcerati, i numeri restano molto bassi. Inoltre, la Liguria è particolarmente indietro. Basti guardare proprio i dati delle detrazioni alle imprese: la Liguria si ferma a una media di 66 euro per detenuto, contro i 195 della media italiana, i 673 del Veneto e i 562 della Lombardia.

Da qualche mese il panificio del carcere di Marassi è chiuso per le difficoltà di una ditta, è stato fatto un nuovo bando e dovrebbe ripartire a breve. Intanto, le aziende hanno carenze di personale, ma in Liguria manca anche una formazione professionale continuativa e organizzata per i carcerati.