di Dario Freccero
Il Secolo XIX, 8 luglio 2026
“Un uomo di questa età, oltretutto ferito, non può stare qui. È una follia”. L’anziano di Savona che lunedì ha tentato di uccidere la moglie malata, e poi di farla finito lui stesso (doppio intento fallito), è ricoverato nella quarta Sezione. Ci sono primati di cui si farebbe volentieri a meno. Da poche ore il carcere genovese di Marassi ne ha uno nuovo, tristissimo: ha varcato i pesanti cancelli della struttura un detenuto di ben 98 anni. Anzi, ne compirà tra poco 99. È l’anziano di Savona che poche ore, al culmine della disperazione per non riuscire più a vedere un futuro possibile, ha imbracciato il suo fucile e sparato all’anziana moglie malata tentando poi di togliersi la vita lui stesso (non è riuscito in nessuno dei due intenti). Una notizia che lascia l’amaro in bocca e fa riflettere, non solo per l’età anagrafica dell’uomo, ma per il peso della tragedia umana che l’ha portato fin lì.
La cronaca di una disperazione - Parliamo appunto del protagonista del dramma familiare andato in scena lunedì mattina a Savona, in via Mongrifone, sopra la stazione ferroviaria. Una vicenda che trasuda disperazione da ogni dettaglio. L’anziano ha impugnato un’arma e fatto fuoco contro la moglie, gravemente malata. Convinto di aver messo fine alle sofferenze della donna, ha preso un coltello e tentato di farla finita anche lui. Il piano tragico è fallito su tutti i fronti. Nessuno dei due è morto. Entrambi sono sopravvissuti a quello che doveva essere un omicidio-suicidio.
Da marito disperato a detenuto record - Ora, però, la realtà bussa alla porta e presenta un conto che ha dell’incredibile. Con un’accusa pesantissima sulle spalle, per l’uomo si sono spalancate le porte di Marassi. Un carcere già noto per le sue croniche difficoltà strutturali e di sovraffollamento si ritrova oggi a dover gestire un uomo nato quasi un secolo fa. Non ci sono dubbi sulla gravità del reato, ovviamente. Il codice penale non va in pensione. Ma l’immagine di un centenario dietro le sbarre solleva un enorme punto interrogativo: il nostro sistema penitenziario è davvero il luogo adatto per assorbire l’urto di drammi così estremi? Al momento è ricoverato nel centro medico della quarta sezione, è in attesa dell’interrogatorio di convalida dell’arresto che si svolgerà mercoledì 8 luglio.
La denuncia della polizia penitenziaria - A renderlo noto è il segretario della UIL FP Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani. “Si tratta di un dramma familiare che, al tempo stesso, consegna alle cronache un dato senza precedenti: appunto un uomo di quasi 99 anni che varca la soglia del carcere potrebbe rappresentare un record storico. L’ultimo caso analogo di cui si abbia notizia riguarderebbe un detenuto di 94 anni presso il carcere di Firenze Sollicciano - dichiara Pagani - Stiamo parlando di una persona che necessita di assistenza geriatrica, cure e supporto, più che del rigore di una cella” le sue parole”.
La situazione insostenibile di Marassi - Il sindacalista evidenzia come la Casa Circondariale di Genova Marassi ospiti attualmente 670 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 535 posti, confermandosi, suo malgrado, un istituto dei record in negativo. “Dalla rivolta del 4 giugno 2025 alle ripetute aggressioni ai danni del personale di Polizia Penitenziaria, fino alla cronica carenza di organico e ai ritardi nel pagamento di missioni e dei buoni pasto, la situazione resta estremamente critica”, aggiunge. “Nonostante i ripetuti annunci del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sistema penitenziario continua a vivere una fase di forte sofferenza - conclude il sindacalista Uil - A livello nazionale i detenuti sono ormai 64.641, a fronte di 46.293 posti disponibili, mentre per la Polizia Penitenziaria si registra una carenza di almeno 20.000 unità rispetto al fabbisogno”.










