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genovatoday.it, 4 dicembre 2024

Il tema dei suicidi nelle carceri è stato affrontato oggi in consiglio comunale a Genova, dove si è discussa la dichiarazione a inizio seduta della consigliera comunale di Avs Francesca Ghio, che ha ricordato l’ultimo caso che ha riguardato un detenuto del carcere di Marassi morto lo scorso 15 novembre all’ospedale San Martino. “Aveva tentato il suicidio pochi giorni prima, nella sua cella. - ha detto Ghio - È l’81esimo caso di suicidio in un carcere Italiano dall’inizio dell’anno”.

“Il suicidio è la prima causa di morte negli istituti di pena italiani e l’infausto record storico di decessi del 2023 sarà quasi certamente superato durante l’anno in corso”, ha detto Ghio che nel suo intervento ha ricordato le dichiarazioni del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, il quale aveva espresso “intima gioia”, nel “non lasciare respirare” i detenuti.

“È stata rilevata una forte correlazione - si legge nella dichiarazione di Ghio - tra il tasso di sovraffollamento degli istituti e il numero di suicidi, è quindi necessario attivarsi al fine di ridurre il numero di persone in stato di limitazione di libertà attraverso l’utilizzo di misure alternative, e garantendo un adeguato supporto psicologico. La pubblica amministrazione può e deve fare di meglio di così”.

Le parole della consigliera hanno provocato una discussione all’interno dell’aula tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. Tra questi a prendere la parola il consigliere della Lega Alessio Bevilacqua che ha ricordato “il grande lavoro svolto dagli agenti di polizia penitenziaria, che in troppe occasioni vengono aggrediti, non ultimo episodio quello della scorsa settimana nel carcere di Marassi”.

Bevilacqua ha ricordato le proposte dei sindacati di polizia penitenziaria che “hanno promosso alle istituzioni proposte puntuali e bisogna sottolineare anche le tante occasioni in cui gli uomini e le donne appartenenti al corpo di polizia penitenziaria sono riusciti a intervenire in tempo dal tentativo di suicidio da parte di qualche detenuto, ma non ho sentito nessuno dei colleghi della sinistra intervenuto prima di me parlare di questo. Le istituzioni lavorano in sinergia con chi lavora nelle carceri, persone che qualcuno dimentica, ma di certo non noi”.