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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 5 settembre 2025

Da giorni il carcere di Genova Marassi è teatro di una protesta collettiva. Non si tratta di rivolte o evasioni, ma del suono metallico delle battiture sui blindi, che da giorni scandisce un’unica, drammatica richiesta: dignità e cure. A lanciare l’allarme sono l’associazione “Quei Bravi Ragazzi Family Onlus” e l’avvocato Guendalina Chiesi, che denunciano una situazione sanitaria “profondamente disumana”. La protesta, partita dalla sezione di alta sicurezza, è un atto di denuncia anche contro il degrado dell’area sanitaria interna.

La presidente dell’associazione Quei Bravi Ragazzi Family Onlus, Nadia Di Rocco, parla senza giri di parole: “Il degrado è noto da tempo, ma nessuno ha mai agito. Dopo il drammatico caso di Carmine Tolomelli, morto a Marassi tra omissioni e ritardi sanitari, non possiamo più tacere. Se non si interviene, il rischio è di assistere a nuove tragedie annunciate”. A confermare le denunce è l’avvocata Guendalina Chiesi, del Foro di Roma, che ieri - assieme alla presidente dell’associazione - ha avuto accesso al penitenziario. Racconta di aver ricevuto una lettera collettiva sottoscritta da cinquanta detenuti della quinta sezione, quella riservata ai malati. Nella missiva viene descritto un quadro definito “drammatico e profondamente disumano”.

Gli stessi detenuti denunciano pratiche che, se confermate, rendono il quadro ancora più inquietante: farmaci distribuiti senza blister e senza alcuna tracciabilità, visite specialistiche saltate o svolte senza cartelle cliniche a disposizione, locali in condizioni igieniche “inaccettabili”. Tra i casi segnalati spicca quello di Giovanni Giamborino, affetto da una grave patologia renale e in procinto di iniziare una terapia immunosoppressiva con Rituximab.

Una cura che comporta un elevato rischio di infezioni: “In queste condizioni - spiega l’avvocata che l’assiste - teme seriamente per la propria vita”. Chiesi annuncia una denuncia immediata, corredata dalla lettera dei detenuti, e la richiesta di un’ispezione urgente. E avverte: “Non vogliamo che si ripetano morti sospette come quella di Tolomelli, deceduto all’ospedale San Martino dopo gravi omissioni riconducibili proprio all’area sanitaria di Marassi”. La denuncia, con la lettera dei detenuti allegata, sarà presentata immediatamente, con la richiesta di un’ispezione urgente. L’obiettivo è chiaro: evitare che a Marassi si consumino nuove “morti sospette” come quella di Tolomelli.