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lavocedigenova.it, 9 settembre 2022

L’allarme lanciato dall’avvocato civilista specializzato in diritti umani e immigrazione Alessandra Ballerini, dall’Onorevole Luca Pastorino e dal Consigliere Regionale Gianni Pastorino.

Una lunga mattinata nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo per l’avvocato civilista specializzato in diritti umani e immigrazione Alessandra Ballerini, l’Onorevole Luca Pastorino ed il Consigliere Regionale Gianni Pastorino. Quasi cinque ore per osservare e capire quali siano le problematiche di questo istituto penitenziario, per incontrare le detenute e i detenuti, le persone sia civili che della polizia penitenziaria che ci lavorano.

Emergono problemi alla struttura: per quanto siano iniziati gli interventi di manutenzione, restano alcune problematicità sia all’interno che all’esterno. C’è poi la grande problematica legata alla sanità penitenziaria: nonostante la presenza giornaliera di medici ed infermieri è evidente la mancanza di una serie di specialisti necessaria alla complessità della vita carceraria.

“Oggi parlare di carcere in Liguria diventa ancora più urgente perché, dopo lo sforzo che abbiamo fatto per approvare in extremis nella passata Legislatura la legge sul garante regionale dei diritti dei detenuti, per motivi interni al Consiglio Regionale non si riesce ad addivenire a tale nomina che, lo ribadisco, sarebbe un’importantissima figura di comprensione e mediazione dei problemi carcerari e sicuramente di sostegno della popolazione detenuta ma anche di chi lavora in carcere”, dice il capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio Regionale Gianni Pastorino.

Il carcere di Pontedecimo è una struttura complessa anche dal punto di vista della composizione dei detenuti: 65 donne detenute per una molteplicità di reati e 76 uomini che invece appartengono alla categoria dei “sex offender”. Questo aspetto aumenta la complessità di gestione di un carcere dove si è pensato di mettere insieme donne con uomini che hanno commesso e reiterato pesanti reati di violenza contro le stesse donne. A nulla vale l’idea che siano distinti che non si incontrino perché è evidente che questo tipo di promiscuità crea moltissimi problemi di non facile gestione sia per gli operatori di polizia penitenzia che per la conduzione logistica del carcere.

“Il diritto alla sanità nelle strutture carcerarie non è garantito - aggiunge l’avvocato Alessandra Ballerini - Alla luce di questa visita e come osservatrice di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, sottolineo con forza la necessità della presenza anche in Liguria di un garante regionale dei diritti dei detenuti”.

Una visita dunque per avere ulteriori informazioni, per conoscere le difficoltà che vivono detenuti e detenute ed operatori e per rilanciare, anche nel dialogo politico in Consiglio Regionale, la questione della sanità penitenziaria, elemento molto sentito all’interno della struttura.

“È stata una visita importante - conclude l’Onorevole Luca Pastorino - Sottolineo la grande disponibilità da parte della direttrice e del comandante della polizia penitenziaria. Aldilà della buona gestione è emersa la necessità della figura del garante dei diritti del detenuto, un tema centralissimo. Emerge anche la necessità di ripristinare un sistema di sanità all’interno delle carceri che funzioni, che sia puntuale e presente. Ci sono situazioni di vera difficoltà che non possono essere affrontate con il sistema del medico di famiglia”.