di Matteo Indice
Il Secolo XIX, 28 marzo 2021
Nelle carceri genovesi, potenziale polveriera, sono riusciti a mantenere la bolla: nessun contagio al momento fra Marassi e Pontedecimo (in Valpolcevera si oscilla tra 0 e 1 di giorno in giorno), dove tra detenuti e personale dell'amministrazione penitenziaria si superano le 1.500 persone. Soprattutto: entro una settimana dovrebbe iniziare la vaccinazione dei reclusi, passaggio nodale per scongiurare focolai incontrollabili e però fisiologicamente controverso.
"Contiamo - spiega Marco Salvi, direttore della struttura sanitaria creata per fronteggiare l'emergenza Covid in entrambi gli istituti - di concludere a brevissimo le somministrazioni al personale. A quel punto saranno maturi i tempi per il siero ai detenuti e capisco che in molti restino perplessi davanti a una campagna che mette in sicurezza figure particolari, mentre numerosi anziani ancora non lo sono. Ma attenzione: sebbene l'età media di metà della popolazione carceraria sia inferiore ai cinquant'anni, molti di loro hanno problemi di salute e soprattutto sono difficilmente controllabili all'esterno, dove rischiano di trasformarsi in veicoli".
I dati più aggiornati riferiscono di 644 detenuti presenti a Marassi: gli stranieri sono più della metà, 355, e la capienza regolamentare sarebbe 521. A Pontedecimo sempre i detenuti sono in vece 149 (70 donne), gli stranieri 76 e i posti disponibili sulla carta non più di 96.
"Se si diffonde l'infezione in questi luoghi- prosegue Salvi - monitoraggio e contenimento diventano proibitivi, e la percezione del carcere come luogo chiuso e impermeabile va scardinata. Si alternano educatori, avvocati, magistrati, fornitori. Il primo paziente positivo lo abbiamo registrato a causa del contatto con un legale, avvenuto nel corso di un interrogatorio". La difesa del fortino si materializza con tamponi all'ingresso e dopo dieci giorni "e solo a quel punto si dà via libera all'attività sociale; ma è chiaro che gli spazi compressi non aiutano e impongono accertamenti capillari".
Il capitolo vaccini, allora. Nei penitenziari si usa AstraZeneca e si è scelto di non andare oltre le trenta somministrazioni quotidiane agli agenti. Ancora Salvi: "L'obiettivo è quello di non scoprirsi nel caso in cui si manifestino effetti collaterali: con troppi poliziotti eventualmente out per l'insorgere di febbre o malesseri, diventerebbe difficile gestire strutture così delicate".
La necessità del richiamo imporrà un particolare screening pure nell'elenco dei detenuti, con precedenza per chi dovrà trascorrere almeno 12 settimane in cella, altrimenti il combinato prima dose-richiamo non si completa. Spiega quindi Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato autonomo della polizia penitenziaria), il più rappresentativo della categoria: "In un quadro nazionale nel quale si assiste a un aumento dei contagiati dal coronavirus tra detenuti (sono oggi 576, 116 in più rispetto al primo marzo) e agenti (738, 59 dei quali sintomatici, rispetto ai 562 d'inizio mese), a Marassi e Pontedecimo la situazione è costantemente monitorata e sotto controllo".
È inoltre stabile il numero dei positivi asintomatici nella Penitenziaria. "Soltanto due i casi, entrambi a Marassi. Il nostro auspicio è che si arrivi quanto prima alla copertura dell'intero personale, con ogni garanzia e sicurezza.
Per il Sappe - insiste Capece - resta indispensabile il tracciamento costante, attraverso una regolare programmazione di tamponi molecolari. Serve inoltre una congrua dotazione di dispositivi di protezione, come guanti, occhiali, visiere, maschere facciali filtranti e copri-scarpe, a tutela dei poliziotti, degli altri operatori e degli stessi detenuti: è palese che la promiscuità nelle celle favorisca la diffusione delle malattie infettive".
La direttrice del principale penitenziario genovese è Maria Isabella De Gennaro, che da pochi giorni ha lasciato la reggenza di Pontedecimo a Paola Penco. E proprio dalla direzione delle Case Rosse ribadiscono come l'attuale risultato sia frutto d'un lavoro certosino condotto ormai da oltre un anno, in piena sinergia con Asl e personale amministrativo (è stata programmata una sessione di recupero per i dipendenti, che hanno aderito alla vaccinazione per oltre l'80%).
Non tutti gli istituti italiani sono nelle condizioni di Genova. L'ultimo report del ministero della Giustizia individua una serie di centri con oltre 20 detenuti positivi: Catanzaro (50), Pesaro (46), Chieti (25), Bollate (30), Pavia (25), Asti (39) e Volterra (63).











