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di Stefano Origone


La Repubblica, 9 luglio 2021

 

Lunga protesta nel carcere di Marassi, dove i detenuti la scorsa mezzanotte hanno comunicato il loro disagio e insofferenza battendo sulle sbarre delle celle e delle finestre stoviglie e pentolame, mettendo in allerta la polizia penitenziaria, dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere. "Il clima è sempre più pesante e pericoloso - spiega Fabio Pagani, segretario regionale della Uil Pa Penitenziari - ma da quanto appreso dal personale di Polizia Penitenziaria in servizio durante il turno di notte, sembra che i detenuti del carcere di Marassi, abbiano protestato contro l'attuale Direzione dell'istituto per via della decisione di ridurre le telefonate e i colloqui. La cosa che preoccupa è che nella protesta c'erano anche i detenuti della sesta sezione alta sicurezza".

Nei mesi della pandemia anche a Genova i detenuti avevano protestato in alcune occasioni sempre con battiture e con l'incendio di lenzuola per attirare l'attenzione della popolazione sulla condizione all'interno del carcere di Marassi che vive un cronico sovraffollamento con condizioni sempre più precarie per i detenuti e non solo.

"In questi giorni si parla molto di carcere - sottolinea Pagani - ma ancora una volta temiamo che lo si faccia in modo sbagliato, più per una contesa politica e mirando, magari, a modificare gli equilibri interni alla maggioranza di governo e alla prossima campagna elettorale, piuttosto che all'organica risoluzione dei problemi che attanagliano l'esecuzione penale del nostro Paese.

A Santa Maria Capua Vetere sono stati commessi errori gravissimi, che vanno indagati sino in fondo e perseguiti. Chi ha sbagliato deve assumersene ogni responsabilità, pure per i rischi a cui sta esponendo le 37mila donne e uomini della Polizia Penitenziaria".