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repubblica.it, 16 agosto 2020

 

La denuncia di Lunardon, consigliere Pd, che ha trascorso la mattina di Ferragosto in vista a Marassi col militante radicale Stefano Petrella. Il carcere di Marassi ha una capienza di 550 detenuti ma ne ospita 700. "Troppe ancora le celle con sei detenuti laddove dovrebbero essere in quattro. Un problema per i detenuti ma anche per la Polizia penitenziaria. Ricorrere di più alle pene alternative è una necessità impellente, non un riflesso condizionato dei presunti buonisti. Poi occorre sbloccare i progetti di nuovi carceri: a Savona se ne parla invano da vent'anni".

Lo scrive su Facebok il consigliere Pd Giovanni Lunardon che ha trascorso la mattinata al carcere di Marassi facendo visita ai detenuti e al personale penitenziario, accompagnato da Stefano Petrella, militante del Partito Radicale. I radicali da sempre sono attivi nella battaglia per i diritti dei detenuti e anche a Ferragosto scelgono di testimoniare la loro attenzione al tema, questa volta si è unito anche Lunardon.

"Siamo come al solito all'anno zero sui test sierologici e sui tamponi - la denuncia di Lunardon. Per fortuna in Liguria nella fase acuta del covid non vi sono stati focolai nelle carceri e anche i casi positivi o non si sono verificati o ci sono stati in modo tangenziale.

Dopo di che nonostante la solita grancassa della Viale a Marassi si è fatta una sola campagna di test a maggio su detenuti e agenti. Quasi nessun tampone. Poi più nulla. È questa la prevenzione nelle carceri e più in generale in Liguria? Polizia penitenziaria, polizia di stato, vigili del fuoco aspettano i test. La Regione ha il compito di farli. Lo faccia. E così anche sui detenuti, che sono cittadini come tutti gli altri e devono avere gli stessi diritti, a partire da quello alla salute".