www.genovapost.com, 11 marzo 2015
"Ennesima tragedia sfiorata nell'istituto di Marassi, Un detenuto rumeno adoperando le lenzuola in dotazione, ha tentato il suicidio mediante impiccagione. Forse alla base del folle gesto dei problemi di natura psichiatrica. E questo è il secondo caso in una settimana": lo comunica il Sappe tramite una nota.
"La Polizia Penitenziaria è sempre più sola a fronteggiare gli eventi critici che in Liguria sono in netto aumento oltre ad essere il primo e forse l'unico avamposto per arginare episodi che sono dei veri drammi umani, episodi ai quali gli agenti cercano di intervenire prontamente affinché venga salvaguardata la sicurezza e l'incolumità dei detenuti. Il carcere - commenta il Sappe - deve essere un luogo di detenzione e di redenzione, i soggetti non compatibili con la detenzione devono essere affidati a strutture convenzionate".
"Ma non si può chiedere troppo alla Polizia Penitenziaria senza attuare una seria politica di attenzione per il sistema sicurezza - continua il segretario Lorenzo - oggi si vedono compressi i diritti del poliziotto e basta poco per essere sottoposti a procedimenti disciplinari. In Liguria non vengono più effettuati i corsi di formazione su materie tecniche ed attinenti alla sicurezza ed incolumità del sistema penitenziario, ma soprattutto del poliziotto che opera 24 ore al giorno e per 365 giorni all'anno in continua emergenza. Ora il detenuto al quale gli si è salvata la vita è ricoverato, sotto osservazione, nella struttura interna di Marassi".









