di Matteo Indice
Il Secolo XIX, 24 marzo 2025
Lucio Saggio era detenuto per un omicidio a Savona: gli era stata respinta la misura alternativa. Aveva già tentato di uccidersi nell’estate del 2023 il detenuto 70enne che si è suicidato in una cella del carcere di Marassi. Il segretario generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio in una nota sottolinea che “sale a ventidue l’assurda conta dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno nei penitenziari italiani, cui bisogna aggiungere un operatore”. Il detenuto era in carcere già da almeno una decina di anni e sarebbe stato liberato nel 2033. Una lunga pena per reati gravi, anche contro la persona.
“Il carcere del capoluogo ligure - aggiunge il sindacato - si connota per grave sovrappopolamento detentivo e penuria di personale, ammontano a 670 i detenuti presenti a fronte di 534 posti disponibili, mentre sono 330 le unità di Polizia penitenziaria in servizio quando ne servirebbero almeno 551”. Doriano Saracino garante regionale dei detenuti aveva incontrato due volte il settantenne nei mesi passati. “È una tragedia che conferma quanto sia necessario trovare al più preso una soluzione per i sempre più numerosi detenuti anziani delle carceri liguri - commenta Saracino -. È un fenomeno in crescita quello di persone che intravedono il loro ritorno alla libertà quando avranno 78/80 anni. Lo Stato deve interrogarsi di fronte al fatto che se, dopo tanti anni un detenuto non è stato recuperato il percorso è fallito ma va comunque trovata una soluzione alternativa al carcere anche per loro”.
La politica - “È una tragedia che pesa sulla coscienza di chi continua a ignorare l’emergenza nelle nostre prigioni. E mentre le carceri esplodono e il personale è allo stremo, il governo sceglie di voltarsi dall’altra parte” ha detto Maria Elena Boschi la presidente dei deputati di Italia Viva. “Gli esponenti della maggioranza hanno disertato la seduta straordinaria sul tema e hanno bocciato le nostre proposte di buon senso per affrontare il problema. Sono responsabili di quando sta accadendo”, aggiunge.
“Quanto accaduto a Genova è un indice del tracollo strutturale del sistema penitenziario italiano”. Lo dice Ivan Scalfarotto, capogruppo di Italia Viva in Commissione Giustizia al Senato. “Non solo i detenuti, ma anche gli operatori, sono allo stremo delle loro forze psichiche e fisiche, a causa di sovraffollamento, penuria di personale, deficienze strutturali. Stiamo assistendo impotenti a una scia di morte e sofferenza. Il ministro Nordio non può più rimandare gli interventi sistemici richiesti a gran voce dal personale e da coloro che, con queste condizioni di reclusione, vengono ingiustamente privati anche della loro dignità”.











