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di Marco Lignana

 

La Repubblica, 27 settembre 2019

 

Quei sei colpi esplosi da pochi metri di distanza non furono un eccesso di legittima difesa. Perché mentre l'agente di polizia Luca Pedemonte sparava, il 20enne Jefferson Tomalà stava accoltellando un altro poliziotto, e avrebbe potuto ucciderlo. La decisione del gip Silvia Carpanini ha ribaltato quanto stabilito da un altro giudice, che aveva respinto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero e imposto il rinvio a giudizio del poliziotto.

Il sostituto procuratore Walter Cotugno, però, è sempre stato dello stesso avviso: per lui l'agente non poteva fare altrimenti. La sua richiesta di assoluzione infine è stata accolta. La sentenza di ieri ha scatenato la rabbia dei familiari della vittima, che fuori dall'aula hanno parlato di "un assassino in libertà". Mentre il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha ricordato quella che "resta una tragedia umana. Non siamo contenti per l'assoluzione in sé".

Il 10 giugno 2018 era stata proprio la madre di Jefferson a chiamare il numero unico di emergenza: "Mio figlio minaccia di suicidarsi, ha un coltello in mano, mandate un'ambulanza". Data la situazione, l'operatore aveva chiamato la polizia. Ancora prima di iniziare le procedure per un trattamento sanitario obbligatorio, vista la mancanza di collaborazione del ragazzo, un agente aveva sparato lo spray al peperoncino nella piccola stanza dove era sdraiato Jefferson.

A quel punto il 20enne aveva reagito, colpendo con il coltello uno dei poliziotti: Pedemonte aveva sparato sei colpi fra petto e schiena, tutti verso organi vitali. Per i parenti del giovane ucciso "senza l'uso dello spray Jefferson non avrebbe fatto male a nessuno".

Per il legale dell'agente, invece, "in quel momento non si trattava nemmeno più di un Tso, ma di un problema di sicurezza e ordine pubblico". A far discutere è stata anche una consulenza del pm che ha stabilito come "Jefferson Tomalà andava fermato istantaneamente a tutti i costi e l'unico modo per farlo, in tali circostanze, era ucciderlo immediatamente".