di Liana Milella
La Repubblica, 4 luglio 2024
Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, che ha fatto lo sciopero della fame con Rita Bernardini: “La mia proposta per la liberazione anticipata non è un indulto. Nordio scarica il peso sui magistrati”.
Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, adesso lei, con Rita Bernardini di ‘Nessuno tocchi Caino’, dopo gli scioperi della fame e della sete, potete dire addio alla liberazione anticipata speciale…
“La mia proposta sarebbe stata l’unico strumento disponibile per affrontare subito l’emergenza. Tutto il resto, su cui peraltro non sono affatto d’accordo, riguarda i grandi temi e il piano fisiologico strutturale. Ma qui noi abbiamo a che fare con un’emergenza, cioè 55 suicidi in sei mesi”.
Ma non sono 49?
“A cui si aggiungono gli agenti morti. Ma quella ufficiale è solo la punta iceberg, perché ci sono stati ben 800 tentativi di suicidio evitati solo grazie all’intervento della polizia penitenziaria, nonché migliaia di casi di autolesionismo. Quindi il contesto è molto, ma molto più pesante. E nessun punto del decreto incide davvero per bloccare la strage che si sta consumando”.
Come giudica le iniziative di Nordio?
“È come buttare la palla in calcio d’angolo. Quando giurò da Guardasigilli disse che le carceri sarebbero state la sua priorità. Sono passati due anni. Nell’ultimo mese ha annunciato il decreto per quattro volte. Il risultato è sostanzialmente zero”.
Il decreto doveva andare a fine mese. L’hanno anticipato per paura che potesse passare la sua proposta sulla liberazione anticipata dopo l’apertura del forzista Pietro Pittalis?
“Immagino di sì, ma siamo nel campo delle ipotesi. Tutto il dibattito nasce drogato e all’insegna dell’imbroglio perché quando si grida all’indulto e allo svuota-carceri pare quasi che si stia facendo una norma nuova. Ma è falso. La mia legge interviene su una già esistente: 45 giorni di sconto ogni sei mesi per chi si comporta. Questa è la Gozzini del 1986, che partiva da 20 giorni e che io porto a 60. Non mi sto inventando nulla”.
Nordio non la vuole...
“Lui, che parla di sconfitta dello Stato, dev’essere coerente. Perché se i giorni sono già 45 e diventano 60, cioè 15 giorni in più, questa non è una sconfitta. Dirlo è solo una presa in giro. In compenso ogni giorno fanno un decreto con nuovi reati, come quello per Cutro. Nordio cita spesso i tossicodipendenti detenuti, ma se è coerente deve abolire la Fini-Giovanardi”.
Il ministro parla molto, ma è andato solo una volta a Torino dopo tre suicidi...
“Che vada in carcere m’interessa poco, il problema è che non sta facendo nulla di concreto e per giunta sta per bocciare l’unica proposta che c’è sulle carceri. La mia. Perché tanto loro lasciano che il lavoro sporco lo facciano i giudici”.
In che senso?
“Dopo la sentenza della Cedu, dal 2018 al 2023, i detenuti che hanno avuto il risarcimento dai magistrati di sorveglianza, un giorno in più per ogni dieci scontati in condizioni degradanti, sono stati 24.301, di cui 4.731 solo l’anno scorso”.
Questo Nordio non l’ha mai detto...
“Non lo dicono perché lo fanno fare ai giudici. Il dovere dello Stato è garantire le misure necessarie. Invece loro non eliminano la Gozzini, con i soli 45 giorni di sconto, ma buttano la palla sui magistrati”.
Il ministro considera un bonus passare da 4 a 6 telefonate al mese. Una presa in giro?
“Lui raccoglie solo un’esigenza esplosa con il Covid, quando non c’erano i colloqui, ma mettere in un decreto una norma del genere, facendo credere che incida su sovraffollamento, lascia basiti. Siamo partiti con le caserme, ma qualcuno gli ha spiegato che servono anni, e poi non bastano gli agenti della penitenziaria. Lui deve assumere gli psicologici, quelli sì che servono”.
Invece inventa l’albo delle comunità...
“In linea teorica ci starebbe, ma non si decide oggi, e domani va in vigore. Ci vorranno tempo e organizzazione, è come far finta che si fa qualcosa ma poi non si sta facendo. Può essere giusto, ma non è una risposta”.
Non lo è certo per i suicidi...
“A regime potrebbe funzionare sul sovraffollamento, ma non è subito attuativa. Luglio e agosto saranno dei mesi infernali, e io sono terrorizzato per quello che può succedere”.










