Il Dubbio, 26 settembre 2024
Nel 1968, una sentenza lo aveva condannato a morte per il brutale omicidio di un dirigente aziendale e della sua famiglia, avvenuto due anni prima. Iwao Hakamada, ex pugile giapponese, ha ottenuto la tanto attesa assoluzione dopo decenni di ingiusta detenzione. Nel 1968, una sentenza lo aveva condannato a morte per il brutale omicidio di un dirigente aziendale e della sua famiglia, avvenuto due anni prima. Dopo quasi 50 anni passati nel braccio della morte, la verità è finalmente emersa. Nel marzo 2023, il tribunale distrettuale di Shizuoka ha riaperto il caso, accogliendo nuove prove che dimostravano la fabbricazione di elementi a carico di Hakamada. “Si è trattato di una manipolazione delle prove”, ha dichiarato il giudice Koshi Kunii, sottolineando come Hakamada non fosse il colpevole del quadruplice omicidio. Hideko Hakamada, sorella dell’ex pugile e sua più fervida sostenitrice, ha giocato un ruolo cruciale nel riaprire il caso nel 2008.
Iwao Hakamada venne arrestato nel 1966 e sottoposto a un processo che molti ritengono basato su confessioni estorte e prove compromesse. Rimase in prigione per ben 48 anni, diventando l’uomo con la più lunga permanenza nel braccio della morte al mondo. Nel 2014, venne rilasciato in attesa di un nuovo processo, ma solo ora è arrivata l’assoluzione completa.









