sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Christian Gaole

Corriere di Verona, 25 ottobre 2025

Gino Cecchettin ieri era al liceo Maffei per parlare di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tema di stretta attualità in seguito alla decisione del ministro dell’istruzione Valditara di impedirne la discussione nelle aule scolastiche. Ospite ieri mattina al liceo più antico d’Italia, a conclusione dell’iniziativa CampBus, che da sei anni porta la cultura digitale nelle scuole e che ha fatto tappa, la quarta e ultima di quest’anno, nell’istituto veronese, il papà di Giulia, uccisa l’11 novembre 2023 da Filippo Turetta, ora in carcere a Montorio, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Lara Pelagotti, ha spiegato ai ragazzi l’importanza dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, impegno che sta portando avanti con la Fondazione Giulia Cecchettin. Proprio con la sua realtà Gino si sta battendo affinché questa materia trovi un posto tra i banchi di scuola. “Rivedo mia figlia in voi”, ha detto agli studenti riuniti in aula magna.

“Non sono qui per rivivere i fatti del femminicidio di Giulia - ha proseguito - ma per parlare dei sentimenti e di quello che sta dietro a una storia così. Venire a patti con la parola morte, per voi giovani, non è l’argomento migliore, ma in questo caso si tratta di una ragazza della vostra età che amava vivere, che ha fatto il liceo classico”. E ancora: “So quanto ho sofferto e continuo ad amare Giulia anche se non c’è più. L’unico modo per continuare a farla vivere è parlare di lei, perché ha fatto tanto e ha lasciato altrettanto. Lei faceva stare bene chi aveva intorno e da papà non mi sono rassegnato, perché quello che è successo mi dà la possibilità di continuare a sensibilizzare tutte le persone che incontro riguardo un problema che è cogente. Saper gestire le emozioni è importante. Io sono riuscito a eliminare tutte le emozioni negative, quali l’ira e la collera, nei confronti di Filippo”.

Pelagotti ha poi coinvolto gli studenti in un esercizio di visualizzazione con l’obiettivo di analizzare le sensazioni che pervadono ogni giorno i giovani e i meno giovani: “Identificate un’emozione che vi preoccupa e trasformatela in un oggetto. Ora immaginate di essere seduti su una panchina, potete decidere se lasciare l’oggetto o portarlo con voi”. Cecchettin ha deciso di lasciare un riccio di mare che aveva sotto la maglia e portare con sé una sciarpa fredda, come rappresentazione della solitudine che lo accompagna ma che lo avvicina a Monica, la moglie che ha perso un anno prima della figlia e a Giulia.

Venendo al tema dell’educazione affettiva nelle scuole, sia Cecchettin che Pelagotti sono in disaccordo col Ministero dell’Istruzione che ha impedito l’insegnamento di queste discipline: “Le istituzioni sono spesso distanti da quello che accade nella società reale”. Il preside del Maffei, Roberto Fattore, ha sottolineato: “Non possiamo non confrontarci con questo tema se vogliamo davvero essere una realtà che promuove l’apprendimento e che promuove la crescita”.