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di Stefania Ulivi

Corriere della Sera, 19 luglio 2026

Presentate a Giffoni 56 le prime immagini di “Se domani non torno” diretto da Paola Randi. Nel cast Filippo Timi, Tecla Bossi e Sabrina Martina. “Per Giulia non fate un minuto di silenzio. Fate rumore”. L’eco di quell’esortazione, potentissima, che Elena Cecchettin lanciò all’indomani del femminicidio della sorella Giulia, l’11 novembre 2023, risuona con forza a Giffoni 56. È il pubblico del festival a vedere le prime immagini del film Se domani non torno, che la regista Paola Randi ha tratto dal libro di Gino Cecchettin, di cui ha curato anche la sceneggiatura con Lisa Nur Sultan. Nel film, prodotto da Notorius, in uscita il 5 novembre, a prestargli il volto è Filippo Timi. Giulia è Sabrina Martina, Elena Tecla Bossi.

Non è la prima volta che Gino Cecchettin incontra i giurati di Giffoni: parlare con i più giovani è uno dei compiti che si è dato, con la Fondazione intitolata a sua figlia, sono loro gli interlocutori che sembrano stargli più a cuore. Non nasconde l’emozione. “Se la storia di Giulia fosse rimasta dentro le mura della nostra famiglia, sarebbe stato soltanto un dolore privato, come tanti. Raccontata a voi, a tutti può arrivare ad aiutare qualcuno o qualcuna a riconoscere quel segnale, dare il coraggio di fare una telefonata, di chiedere aiuto e arrivare forse a salvare una vita”. L’obiettivo è lo stesso del libro — dove non compare, come sullo schermo, Filippo Turetta —: fare di tutto perché la storia di Giulia (“Una donna che si è autodeterminata, che ha fatto una scelta di libertà, che ha voluto scegliere”) possa contribuire a proteggere altre vite. “È difficile raccontare in pubblico ciò che dovrebbe rimanere qui dentro il nostro cuore. Poi però succede qualcosa, incontri una ragazza che ti dice che grazie a quella storia la sua vita è salva. È allora che capisci che raccontare può davvero cambiare la vita”. La violenza, ricorda, “non nasce all’improvviso, nasce molto prima. Dalla gelosia scambiata per amore. Sono segnali così piccoli che spesso sembrano normali, ma è proprio lì che invece la relazione prende una direzione sbagliatissima. È lì che la possiamo cambiare. Chiedere aiuto non è una debolezza, anzi, è uno dei gesti più coraggiosi che possiate fare”.

Si rivolge ai ragazzi: “Vi hanno insegnato che essere uomini significa essere invincibili, forti, non piangere mai. Non è forza, è una prigione. La vera forza è avere il coraggio di rispettare un “no”, amare senza possedere”. E alle ragazze: “Non rinunciate mai a essere voi stesse per paura di perdere qualcuno. L’amore vero non restringe la libertà, la fa crescere”.