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Il Sole 24 Ore, 12 aprile 2026

La vita raccontata da chi la trascorre dietro le sbarre. Nei diversi Paesi dell’Ue nelle carceri vengono pubblicati dei giornali, settimanali, mensili o con altra periodicità, realizzati dai detenuti. A raccontare questa realtà è un servizio pubblicato su El Confidencial nell’ambito del progetto internazionale Pulse. Il servizio parte dal racconto dal carcere di Villanubla a Valladolid, e dai detenuti che, nella biblioteca dalle pareti gialle, discutono dell’ultimo numero della rivista “Desde el Paramo” (Dalla Terra Desolata).

La scrivono da quasi cinque anni e ne hanno pubblicati 16. ‘Da settembre 2021, i detenuti di questo carcere pubblicano una rivista trimestrale con Ediciones Fuente de la Fama, una casa editrice di Valladolid - racconta il servizio -. La rivista viene distribuita non solo all’interno del carcere e in altre prigioni, ma anche in librerie, centri comunitari e organizzazioni ufficiali di Valladolid’. L’idea della rivista, racconta ancora il servizio, e’ nata da un’attivita’ che un’educatrice, Marian, ha implementato nel Modulo Rispetto del carcere’. ‘I Moduli di Rispetto sono programmi volontari, iniziati a Leo’n nel 2001 e successivamente offerti in altre carceri spagnole - prosegue -. Il loro obiettivo e’ quello di permettere ai detenuti di lavorare su aspetti che favoriscano il loro reinserimento nella societa’. Questi spaziano da aspetti personali, come imparare a curare l’igiene, l’aspetto, l’abbigliamento e la cella, ad aspetti sociali, come la manutenzione degli spazi comuni, le relazioni interpersonali e la gestione del tempo’.

‘Desde el Paramo’ (Dalla terra desolata) e’ una delle circa trenta riviste pubblicate nelle carceri spagnole. ‘Dentro ci sono persone che hanno commesso errori e che la societa’ emargina, ma che ne fanno comunque parte - racconta a El Confidencial Victor Camara, coordinatore di ‘La Voz del Patio’ (La Voce del Cortile), un’altra pubblicazione realizzata in un carcere spagnolo - in questo caso, a Burgos. Viene pubblicata ogni quattro mesi dal 2019 da un team misto di giornalisti professionisti e detenuti’. La pubblicazione ha una tiratura di 7.000 copie, distribuite sia all’interno.

In Europa, iniziative simili esistono in Ungheria, Grecia, Francia e Italia, dove le riviste carcerarie hanno una lunga tradizione. ‘Generalmente, sono nate come tentativo di informare la popolazione carceraria, ma nel corso degli anni, queste pubblicazioni si sono aperte al mondo esterno, “diventando un ponte tra la societa’ e il carcere’. In Italia, ci sono state decine di iniziative di questo tipo. Una delle piu’ consolidate e’ Ristretti Orizzonti, pubblicata bimestralmente dal carcere di Padova.

‘Anche in Ungheria esiste una pubblicazione di lunga data che informa i detenuti e ne supporta il reinserimento, Bortonujsag (“Diario del carcere”), uno dei piu’ antichi giornali ancora in circolazione nel paese, fondato nel 1898, vent’anni dopo l’adozione del primo codice penale ungherese moderno. Viene pubblicato due volte l’anno, ha 48 pagine, una tiratura di 3.000 copie e costa 239 fiorini (62 centesimi)’.

Un’altra pubblicazione consolidata che da’ voce ai detenuti in Francia da 25 anni e’ L’Envolee, che comprende un programma radiofonico settimanale e un giornale militante. Anche in Grecia esistono iniziative editoriali all’interno delle carceri, sebbene non sempre con regolarita’.