di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 14 aprile 2023
Indagine del Cesvot. Vorrebbero fare volontariato ma non lo fanno. Sono tanti, tantissimi, e sono soprattutto giovani tra i 18 e i 24 anni. Non fanno volontariato perché le loro vita privata, il lavoro, lo studio e la famiglia sono sempre più difficilmente conciliabili con attività di altro genere. Ma soprattutto è il lavoro, spesso più lavori, spesso precari, a non consentire di trovare il tempo di spendersi anche nell’associazionismo. Vite troppo incerte, dove si trova a fatica il tempo per sé stessi e sempre meno per gli altri, ancor più all’indomani della pandemia. E se qualcuno decide comunque di fare volontariato, non lo fa nelle associazioni tradizionali, ma lo fa autonomamente, nei tempi e nei modi possibili consentiti dalle loro vite.
È’ uno dei risultati a cui è giunta l’indagine “La differenza dei potenziali. Come cambia la propensione dei cittadini toscani al volontariato”, pubblicata da Cesvot e condotta dal sociologo Andrea Salvini del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Secondo i curatori della ricerca, sembra venuta meno anche l’attitudine a fare volontariato come appartenenza, come missione di vita. “Il senso di sacrificio è sostituito dalla gratificazione, la dedizione è sostituita dalla discontinuità, cioè dalla necessità di rendere compatibile l’attività di volontariato con le altre attività della propria vita”.
Un’indagine relativa alla regione Toscana, dove opera il Cesvot. Parlano i dati dell’Istat forniti nella ricerca: nel 2007 i cittadini toscani impegnati in una associazione di volontariato erano pari all’11,1% sul totale della popolazione, nel 2019 tale quota è scesa al 10,5% (344mila volontari) e nel 2021 al 7,9% (258mila volontari). Un calo lento e graduale, sintomo soprattutto dell’invecchiamento della società e di un mancato ricambio generazionale tra i volontari, che si è acutizzato con la pandemia, che ha sgretolato la relazionalità e con essa anche l’aggregazione sociale tipica del volontariato, con sempre meno anziani e giovanissimi impegnati nel sociale. Un calo che nel 2022 ha avuto una leggera inversione di tendenza, facendo risalire leggermente le persone impegnate nel volontariato.










