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di Amedeo La Mattina


La Stampa, 28 giugno 2021

 

Giulia Bongiorno ha incontrato il ministro Marta Cartabia, che da domani è in tour per le Corti d'Appello d'Italia, e ha espresso il suo sostegno alla riforma della giustizia. Per l'avvocato e senatrice leghista i referendum della Lega corrono su un piano diverso. È convinta che molti magistrati li firmeranno perché si vergognano di far parte della propria categoria.

 

La riforma sulla giustizia del ministro Cartabia è incartata. La prescrizione spacca la maggioranza. Cosa consiglia al Guardasigilli?

"Il ministro Cartabia sta facendo un ottimo lavoro e non ha bisogno di consigli. Innegabilmente, trovare una sintesi è complicato, perché sul tema giustizia si agitano sensibilità molto diverse: per esempio, c'è chi pensa che il garantismo sia un esercizio di vuota retorica, dimenticando che è un principio inserito nella nostra Costituzione. Sono molto soddisfatta della proposta del Ministro di superare il testo Bonafede sulla prescrizione, che è stato oggetto di un duro confronto tra la Lega e i Cinque Stelle quando eravamo al governo".

 

Quando ha incontrato il Guardasigilli?

"Nei giorni scorsi il Ministro mi ha chiamato e ho avuto modo di incontrarla. Ho fatto presente ancora una volta che la Lega è al suo fianco e condivide la necessità di ridurre drasticamente i tempi del processo penale; apprezzabile è la scelta di modificare e ridurre i termini di durata delle indagini, anche se sarebbe ancora più efficace prevedere contestualmente sanzioni processuali in caso di ingiustificate stasi del procedimento. Naturalmente, ridurre i tempi non significa ridurre le garanzie".

 

Cosa vi piace della riforma del processo penale?

"È un intervento ampio e condividiamo una serie di novità, come una nuova organizzazione del processo, il superamento della prescrizione Bonafede, la restituzione al Parlamento del potere di scegliere le priorità. Non concordiamo invece sulle soluzioni tecniche proposte su appello e Cassazione. In questa fase di crisi della magistratura, frutto delle distorsioni di un correntismo esasperato, non possiamo limitare i controlli sulle sentenze".

 

Sfiducia nei giudici?

"Non è una fase in cui si può rinunciare a un appello pieno, così come non è tempo per introdurre filtri sempre più stringenti per i ricorsi in cassazione. A chi mi dice "sono innocente e ne ho le prove", replico che purtroppo essere innocenti potrebbe non bastare per essere assolti. Sui piatti della bilancia, simbolo della giustizia, temo che a volte potrebbero non esserci solo le prove. È grave, ma è così. Se infatti ci si imbatte in un giudice ambizioso e il pm di quel processo appartiene a una corrente che potrebbe incidere su una promozione, è lecito avere dei dubbi sulla sua imparzialità? Le impugnazioni sono forme di controllo degli errori dei giudici precedenti e a questa garanzia non si può rinunciare".

 

A cosa servono i referendum che promuovete con i Radicali? È uno schiaffo al governo?

"Solo chi non conosce i temi dei referendum può pensare che ci sia un'interferenza con la riforma. Si pongono su piani nettamente diversi. Non esiste nella riforma Cartabia il tema della separazione delle carriere, ad esempio. E per noi l'indipendenza della magistratura è essenziale. Per usare una metafora calcistica, visto che siamo in tempo di Europei: non è ammissibile che l'arbitro indossi la maglia di una delle due Nazionali in campo".

 

L'Anm considera il referendum punitivo...

"Da anni sento ripetere la storia delle riforme punitive ogni volta che si tenta di fare una riforma, come da anni sento dire che la magistratura è in grado di riformare da sola il Csm. Oggi molti magistrati si vergognano di far parte della propria categoria e sono i primi che firmeranno per i referendum. Qualcuno di loro mi ha detto che, quando gli chiedono che mestiere fa, risponde evasivo "dipendente pubblico" per tenersi lontano dal torbido venuto fuori di recente".

 

Il ddl Zan ha provocato un incidente con la Santa Sede. Il premier ha rivendicato la laicità dello Stato. Dal punto di vista della Lega, Draghi ha sbagliato? Avrebbe dovuto chiedere alla maggioranza di cambiare il testo? Salvini ha parlato di intromissione d'Oltretevere sullo ius soli ma stavolta la vede diversamente.

"No, Salvini a proposito dello ius soli si era limitato a dire di non condividere la posizione di parte del Vaticano. Per quanto riguarda me, sono credente e cerco di prestare attenzione alle posizioni della Chiesa; al contempo, però, quando ero presidente della Commissione Giustizia alla Camera, ho spinto - è noto - per l'introduzione di una legge contro l'omofobia che reputo importante. Ma è necessario scrivere in modo equilibrato una buona legge e il ddl Zan contiene a mio parere alcuni errori".

 

Cosa non va?

"Partendo dalla giusta esigenza di abbattere le discriminazioni, si usano definizioni normative che paiono contrastare con la difesa del pluralismo. Si deve tener conto della libertà di religione, di insegnamento e di espressione. È paradossale che una legge volta a tutelare l'uguaglianza si presenti come un limite alla libertà altrui. Nessuno vuole affossare il ddl Zan, ma servono alcune correzioni per raggiungere una condivisione tra tutte le forze politiche su un tema delicato".