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di Liana Milella e Conchita Sannino

La Repubblica, 20 aprile 2022

Lega propone il sorteggio temperato. Anm vota lo sciopero. Da FdI 120 richieste di modifica, 55 da Italia viva. M5S conferma l’astensione sul passaggio delle funzioni, ma vota sì alla riforma per la “svolta storica” sulle porte girevoli. Domani seduta notturna. L’ex presidente Anm Poniz: “Riforma orrenda, pre-costituzionale, con un linguaggio postribolare sul fascicolo”.

Pioggia di emendamenti sulla riforma del Csm che da domani pomeriggio alle 16 e trenta è in aula alla Camera. Saranno 220 le richieste di modifica, ben 120 da Fratelli d’Italia, 40 dagli ex grillini di Altermativa c’è, 55 di Italia viva, 3 da Giusi Bartolozzi, magistrato ex forzista ora nel gruppo misto. Ma sono 5, di cui due già dichiarati inammissibili, gli emendamenti della Lega. Bocciati i due sulla legge Severino e sulla custodia cautelare (perché fuori della materia della riforma sul Csm), restano i tre sulla netta separazione delle carriere, sulla responsabilità civile diretta, e sul sorteggio temperato come legge elettorale. Quest’ultimo emendamento è condiviso anche da FdI.

Dunque la responsabile Giustizia del Carroccio Giulia Bongiorno mantiene la parola. Delusa per come è stata cambiata la sua proposta sul sorteggio dei collegi - “è diventata una ex Bongiorno” - divenuto sorteggio dei distretti, ma con una formula troppo blanda, la Lega rilancia con il sorteggio dei candidati togati, su cui poi i giudici italiani dovrebbero votare.

In queste ore è in corso alla Camera una riunione per organizzare i lavori poiché saranno ben 270 i voti da fare, i 220 emendamenti a cui si aggiungono i 43 articoli della legge. È già certa una seduta notturna con alle 24 tra mercoledì e giovedì. Ma anche giovedì i lavori potrebbero andare per le lunghe per le dichiarazioni di voto e il voto sugli ordini del giorno.

Negli stessi minuti il “parlamentino” dell’Anm ha affrontato la decisione sullo sciopero su una riforma di cui il presidente Giuseppe Santalucia ha parlato così: “Siamo in continuità con le peggiori leggi. E si sta cambiando l’assetto della Costituzione senza guardare in faccia la Costituzione”. E l’ex presidente, e pm a Milano Luca Poniz, della sinistra di Area come Santalucia, aderendo a una protesta dura, stasera l’ha definita “una riforma orrenda, pre-costituzionale, con un linguaggio postribolare sul fascicolo”.

Il documento dell’Anm - votato da tutte le correnti con 35 sì e un astenuto, e i 4 no di Articolo 101, gruppo all’opposizione della giunta Anm - demanda all’assemblea generale delle toghe, che si terrà il 30 aprile, “di deliberare su ogni efficace forma di protesta, ivi compresa la proclamazione di una giornata di astensione dall’attività giudiziaria”. Nonché una notte bianca sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, a cui invitare anche i responsabili giustizia dei partiti. E della riforma parla così: “Una legge annunciata per combattere il correntismo è diventata una legge per intimidire i magistrati”.

Alla Camera, di mattina, in una riunione convocata dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, con i capigruppo della maggioranza, era stato deciso di rinunciare agli emendamenti. Ma la Lega ha mantenuto i suoi, mentre ha rinunciato M5S che ne voleva presentare uno sulla separazione delle funzioni. Ma si asterrà sulla riduzione a un solo passaggio da pm a giudice e viceversa. Posizione che Valentina D’Orso, vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, ed Eugenio Saitta, capogruppo in commissione Giustizia e relatore della riforma assieme al Dem Walter Verini, a sera motivano così: “La riforma del Csm segna una svolta storica con il definitivo stop alle cosiddette ‘porte girevoli’ tra magistratura e politica. Un risultato che il M5S ha perseguito da sempre e ottenuto con grande impegno”.

Ma, aggiunge M5S, questa non è esattamente la riforma dell’ex Guardasigilli Alfonso Bonafede, per cui “raccogliendo l’invito del presidente Mattarella, abbiamo confermato alla Guardasigilli Marta Cartabia il nostro senso di responsabilità. E per questo, a differenza di altre forze politiche che compongono l’attuale maggioranza, da parte nostra non saranno presentati emendamenti”. Ma il M5S si asterrà sul passaggio delle funzioni ridotto a uno solo che “per la nostra sensibilità rischia di minare l’indipendenza del magistrato”.

A Forza Italia è stato espressamente chiesto di non votare gli emendamenti della Lega, che pure sono in sintonia con quanto i berlusconiani hanno sempre sostenuto, ma di attenersi ai pareri contrari espressi dal governo. Dalla Guardasigilli Marta Cartabia arriveranno un paio di modifiche tecniche sull’avvocatura.