sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Donatella Coccoli

 

Left, 4 aprile 2015

 

Le Regioni individuano le nuove strutture sanitarie per i malati di mente autori di reati.

Sono poche centinaia le persone malate di mente che hanno compiuto dei reali, pochissimi dei quali gravi. Eppure suscitano reazioni di questo tipo: "La chiusura degli Opg spaventa medici e pm: rischi per la sicurezza". Titola così La Stampa un articolo del 29 marzo in cui si prospetta la possibilità che internali pericolosi possano essere dimessi e tornare in libertà avendo superato "il limite massimo della pena edittale".

"Un allarme inesistente", replica secco Mauro Palma, vice capo del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) che si sta occupando della fase di transizione degli Opg, sulla base della legge 81/2014. "In genere per chi ha commesso reati gravi, come l'omicidio pluriaggravato, il massimo della pena edittale prevede trent'anni di carcere o l'ergastolo, quindi non c'è alcun allarme sociale. Non è vero poi che i magistrali di sorveglianza siano preoccupali. Sostengono solo che lo spostamento dei malati sia il frutto di un percorso di accompagnamento. Giustissimo.

E non è allarme", sottolinea, Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'associazione Antigone aggiunge: "La sicurezza non si costruisce solo con gli agenti o con il sistema penale, ma con interventi di mille tipi e quello sanitario psichiatrico è essenziale". Il 30 marzo Marietti ha visitalo l'Opg di Aversa, dove ha incontrato dei pluriomicidi che, precisa, "non saranno un problema di ordine pubblico e verranno presi in carico da un punto di vista sanitario".

Ma il clima mediatico più o meno "l'orzato" sul passaggio dai sei ex manicomi criminali alle nuove strutture sanitarie regionali Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) è solo uno degli aspetti relativi alla chiusura degli Opg. Il problema più urgente è accogliere i 700 pazienti internati fino al 31 marzo a Castiglione delle Stiviere, Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Aversa, Napoli, Barcellona Pozzo di Gotto, Circa la metà sono dimissibili e molti sono già stati affidati alle comunità e ai servizi dei Distretti di salute mentale dei territori. Per gli altri la sistemazione - perché è esclusa qualsiasi proroga, come ha ribadito fino all'ultimo il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo - potrebbe richiedere settimane e mesi. "Purtroppo nessuno ha la bacchetta magica", continua Palma.

Ogni Regione dovrà assicurare l'assistenza sanitaria dei malati residenti nel proprio territorio e che adesso si trovano sparsi in più istituti. Ma non tutte le amministrazioni sono in regola. Come denunciano i bollettini quasi quotidiani di Stop Opg (il Comitato costituito da molte sigle e associazioni), il Veneto è quella più inadempiente: non ha individuato nessuna struttura.

La Regione guidata dal governatore Zaia sembra che non ne voglia sapere degli "psicolabili pericolosi" come li ha definiti La nuova Venezia e c'è chi spiega questo disinteresse con la campagna elettorale dei leghisti che sfrutterebbe anche i "folli rei". La Regione però sarà commissariata, ha comunicato il 31 marzo il ministero della Giustizia. Le altre regioni in difficoltà sono Friuli Venezia Giulia, Puglia, la Provincia autonoma di Trento e il Piemonte, che forse riuscirà ad aprirne una a settembre.

Secondo la mappa stilata dal comitato, in tutta Italia saranno realizzati 795 posti letto in 34 strutture. Per il momento molte Rems sono provvisorie, ricavate spesso dove là dove già esistevano servizi sanitari. Alcune residenze sono già partite come quelle di Bologna e Parma o quella di Pontecorvo (Frosinone) inaugurata sempre il 31 marzo con il ministro Orlando. Al Sud, Barcellona Pozzo di Gotto è rientrata nel processo di superamento Opg e sono previste già due Rems. Castiglione delle Stiviere, essendo l'unico istituto femminile, e anche l'unico gestito dal Servizio sanitario nazionale e non dal Dap, si trova in una posizione di "apripista".

L'istituto diventerà una Rems con diversi moduli per un totale di 160 posti letto. Si appoggeranno a Castiglione anche la Liguria e la Valle d'Aosta. Stop Opg è molto critico per questo "allargamento" e denuncia che così si potrebbe ricreare un manicomio. Ma come afferma Valeria Verdolini di Antigone, "Castiglione delle Stiviere, dove oggi rimangono 66 donne e 159 uomini ha avuto in passato una miglior gestione della presa in carico dei pazienti. Ha strutture come piscina, teatro, palestra. E nel cambiamento del percorso terapeutico si deve procedere gradualmente". Potrebbe infatti diventare traumatico spezzare il rapporto medico-paziente creato negli anni là dove un tentativo di cura era stato intrapreso.

Adesso occorre aprire una nuova strada, resa impossibile finora dalla struttura stessa degli Opg. Franco Scarpa, responsabile della Uoc Salute in carcere di Montelupo Fiorentino, con 110 pazienti in attesa di partire, ci tiene a ribadirlo: "Il senso della legge è proprio questo: individuare strutture sanitarie con controllo esterno dove attuare un trattamento sanitario riabilitativo completo, senza la pesantezza dell'organizzazione e delle regole della struttura penitenziaria". Con l'individuazione - all'ultimo momento - dell'Istituto Mario Gozzini vicino al carcere di Sollicciano come sede di Rems, lo psichiatra si sente sollevato.

"Siamo salvi", dice, dopo che per giorni aveva temuto che la Regione non riuscisse a trovare il luogo adatto per i suoi pazienti toscani. Se i "vecchi" internati troveranno un luogo per terapie più appropriate, il problema che rimane è quello dei nuovi ingressi e della prevenzione nel territorio. Maria Bronzi psichiatra della Asl Roma A, referente del processo di superamento degli Opg, ogni giorno vede pazienti psichiatrici autori di reati e non solo con marginalità sociale. "Occorre sviluppare da parte degli operatori la capacità di valutare la pericolosità sociale potenziale con un monitoraggio attento - afferma. E se si vuol risolvere bene il problema dei pazienti psichiatrici che compiono dei reati è fondamentale lavorare sugli esordì della malattia".