Ansa, 3 marzo 2015
L'Osapp non parteciperà alla convocazione per il nuovo accordo quadro nazionale indetta presso il Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, per il 4 marzo: un segno di protesta contro la sospensione di 16 agenti per il caso degli insulti via Facebook a un detenuto suicida. Sospensione che, secondo il sindacato di polizia penitenziaria, è stata presa "per ragioni assolutamente non chiare ma comunque in dispregio alle regole vigenti" e ha comportato una sospensione cautelare "senza alcuna scadenza", eludendo "i principi del giusto processo disciplinare".
Il sindacato lo ha comunicato ieri con una lettera, firmata dal segretario generale Leo Beneduci, inviata al capo del Dap, Santi Consolo, ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, al ministro della Giustizia Andrea Orlando.
L'organizzazione sindacale ritiene che, con al sua decisione, l'Amministrazione penitenziaria non abbiamo messo gli agenti nelle condizioni di "contestare gli addebiti" e di "fornire i prescritti elementi di discolpa anche relativi al proprio stato di servizio, nella maggioranza dei casi immacolato e pluridecennale".
L'Osapp ricorda inoltre che a diversi agenti viene contestato non il fatto si aver postato dei commenti, ma di aver cliccato "Like" a commenti altrui. Il sindacato contesta inoltre "l'ennesima ed immutabile prassi di criminalizzare pubblicamente i poliziotti penitenziari in maniera del tutto avulsa da fatti e circostanze" e lamenta "lo stato di abbandono senza difese istituzionali che da tempo grava sull'intero Corpo", chiedendo un intervento delle autorità politiche.











