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Adnkronos, 7 marzo 2015

 

su prescrizione aumenti irragionevoli, non è il premier ad averli voluti. Sulla giustizia non può prevalere l'anima giustizialista del Pd. È il messaggio che Angelino Alfano trasmette a Matteo Renzi in un'intervista al "Corriere della Sera", nella quale si dice tuttavia convinto che sulle norme riguardanti prescrizione, corruzione e intercettazioni Ap e Pd troveranno un punto d'intesa. "Prendiamo la riforma del lavoro: Renzi - afferma il ministro dell'Interno - ha potuto fare sponda sull'area riformista e moderata della maggioranza.

E così auspichiamo che succeda sul tema giustizia". L'obiettivo, aggiunge Alfano, deve essere "superare quella parte del Pd che è conservatrice sul lavoro e giustizialista sulla giustizia". "Renzi fin qui non ha fatto prevalere le anime giustizialiste e conservatrici. Noi abbiamo già colto un obiettivo storico dei moderati italiani, la responsabilità civile dei magistrati.

Anche sul resto non ci sottraiamo al confronto". Alfano ricorda che qualche giorno fa in commissione giustizia alla Camera è stato "approvato l'inasprimento delle pene per corruzione. Siamo favorevoli agli aumenti degli anni per la prescrizione e a una prescrizione ancor più lunga per i reati di corruzione. Ma una parte del Pd ha imposto aumenti ulteriori, non più ragionevoli. Non scarichiamo sui cittadini la lentezza della giustizia: se un uomo viene assolto dopo 30 anni che se ne fa dell'assoluzione?"

"Farò un esempio. Reato di corruzione per atto contrario a dovere di ufficio: la prescrizione - spiega il ministro dell'Interno - è stata portata da 10 a 15 anni e mezzo. Il voto in commissione che abbiamo avversato l'ha fatta arrivare a 18 anni. Sono convinto che con Orlando e Boschi troveremo un punto d'accordo. Non è Renzi che ha voluto questo ulteriore innalzamento dei termini". Altro punto dolente è il falso in bilancio sul quale "il governo presenterà un emendamento in commissione con un punto di equilibrio che tuteli le imprese piccole e medie e gli imprenditori in buona fede. Deve essere punito solo chi ha consapevolmente tratto in inganno. Anche in questo caso va sconfitto il giustizialismo: non gettiamo sugli imprenditori l'alone del sospetto per qualsiasi errore commesso".

C'è poi l'aspetto delle intercettazioni. Il progetto del presidente del Senato Grasso prevedeva intercettazioni a prescindere dalle pene. "Sulle intercettazioni - conclude il ministro dell'Interno - abbiamo già assistito a troppi abusi. È una materia da regolare in generale, tenendo conto delle esigenze delle indagini, della privacy, della libertà di stampa e del fatto che si tratta di uno strumento molto invasivo".