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Ansa, 24 febbraio 2015

 

Anche i Funzionari della Polizia Penitenziaria aderenti all'Associazione Anfu prendono posizione esprimendo "sdegno e disapprovazione" a proposito dei commenti pubblicati su social network da alcuni appartenenti al Corpo dopo il suicidio di un detenuto nel carcere milanese di Opera ma chiede che non siano inflitte "sanzioni esemplari" ma provvedimenti proporzionati al fatto.

"La Segreteria Nazionale Anfu, avuto riguardo ai commenti apparsi sul social network Facebook, a ridosso del suicidio di un detenuto rumeno, ristretto presso la Casa di Reclusione Milano Opera, non può che manifestare sdegno e disapprovazione per gli stessi, in quanto da censurare senza se e senza ma", scrive il segretario nazionale Luca Pasqualoni.

"Nondimeno, l'Anfu - scrive Pasqualoni - pur condividendo la necessità di avviare procedure disciplinari nei confronti di chi si è reso responsabile di dichiarazioni che offendono la sensibilità, l'umanità e la professionalità di chi ogni giorno, nel silenzioso adempimento del proprio dovere, lavora per assicurare la tenuta del sistema penitenziario e il senso di umanità della pena, ritiene che le stesse debbano rimanere nell'alveo dei canoni ordinamentali della proporzionalità, della ordinarietà e della congruità, dal momento che sanzioni esemplari rifuggono ad uno Stato di diritto, quale è il nostro, per il semplice fatto che, così operando, si correrebbe il rischio di strumentalizzare il singolo trasgressore per fini generali di politica criminale o istituzionale". L'Associazione nazionale funzionari di Polizia Penitenziaria "auspica che il clamor fori (la risonanza negativa ndr) alzatosi sulla vicenda non offuschi il lavoro di tutti coloro che quotidianamente, con estremo sacrificio, lavorano negli Istituti penitenziari, garantendo legalità ed umanità".