Adnkronos, 18 gennaio 2015
"Percepiamo la volontà di riforma di questo governo , se ne è parlato da subito e si sono date scadenze, ma ci vogliono risultati concreti che ancora purtroppo faticano ad arrivare". Lo ha sottolineato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, a margine dell'iniziativa organizzata al Tribunale di Roma in occasione della Giornata nazionale per la Giustizia. Per Sabelli si tratta di "cammino avviato, in qualche caso contraddittorio e che si basa spesso sugli annunci".
Il presidente dell'Anm ha poi ricordato gli interventi di riforma del processo penale: "stiamo studiando i testi, daremo un parere che non sarà positivo. Su alcuni temi come la prescrizione o la lotta alla corruzione ci siamo già espressi. Le risposte che dà il ddl sono parziali, e chi si aspetta uno scatto forte in avanti rimarrà deluso".
Quanto al decreto che introduce la depenalizzazione per tenuità del fatto "può essere un istituto che dà risposte ma comporta un'assunzione di responsabilità. Noi siamo pronti ad assumercela ma abbiamo bisogno di strumenti".
La giustizia "è tutela dei diritti, per esserlo deve essere efficace, non deve inseguire logiche emergenziali né deve essere legata a riforme apparenti - ha ammonito Sabelli. Pensiamo ai pacchetti sicurezza degli anni scorsi, che non hanno migliorato l'efficienza del sistema né la percezione di sicurezza dei cittadini". I problemi principali, ha infine ribadito il presidente Anm, "sono quelli del personale e delle risorse".
Tribunali aperti: toghe Roma "servono risorse"
Per restituire efficienza al sistema giustizia occorrono risorse e investimenti: le riforme "a costo zero" non sono una soluzione. Così i magistrati romani, in occasione della "Giornata della giustizia" organizzata dall'Anm in tutta Italia. "Oggi le risorse sono del tutto insufficienti - ha detto nell'aula Occorsio di piazzale Clodio il presidente della Corte d'appello di Roma, Luciano Panzani - vi è una drammatica mancanza di spazi, di personale, la rete informatica si blocca quasi tutti i giorni; non è un problema di norme, ma servono uomini e mezzi".
Le "riforme a costo zero non si fanno - ha aggiunto il segretario dell'Anm Roma, Eugenio Albamonte - sono necessari investimenti in strutture, con dotazioni informatiche e riqualificazione del personale". Per affrontare le "grandi problematiche", la magistratura deve proseguire "il percorso dell'autoriforma sulla scelta della dirigenza, sul funzionamento del sistema disciplinare e sulle valutazioni di professionalità", ha rilevato il togato del Csm, Luca Palamara, che in passato ha svolto funzioni di pm nella Capitale. "Lo stato del sistema giustizia - ha osservato poi Antonello Ardituro, ex pm a Napoli e oggi togato del Csm - ha ampiamente raggiunto il livello di guardia: sulle risorse servono interventi seri e non promesse".
Penalisti: Anm apre porte ai cittadini solo per rivendicare sua intangibilità
"La magistratura apre i Tribunali ai cittadini, ma a quanto pare non per rispondere alla diffusa domanda di giustizia ma solo per rivendicare la propria intangibilità". Così in una nota l'Unione Camere Penali, che sottolinea: "La vignetta con la quale Anm risponde al nostro disegno satirico sembra infatti non dedicarsi ai profili di inefficienza da noi denunciati, ma esclusivamente alla osteggiata riforma della responsabilità civile, affermando che tale riforma non sarebbe chiesta dall'Europa, che la valutazione della prova non può mai essere oggetto di responsabilità e che l'abolizione del filtro provocherebbe una valanga di azioni inammissibili".
"Sappiamo che invece l'Europa - replicano i penalisti - ha da tempo aperto un procedimento di infrazione a carico dell'Italia per la mancata attuazione di un sistema di effettiva tutela del cittadino, e che la valutazione del fatto costituisce illecito solo laddove il travisamento risulti in maniera incontrovertibile. Non si comprende infine per quale ragione la mancanza del filtro, che ha fino ad oggi sostanzialmente impedito ogni reale forma di responsabilità civile, dovrebbe provocare di per sé azioni strumentali e per quale ragione eventuali azioni inammissibili, visto che potrebbero essere esercitate solo nei confronti dello Stato, dovrebbero turbare l'esercizio della giurisdizione. A noi sembra che questo, più che un modo di aprire i Tribunali ai cittadini - conclude la nota - sia un modo di sbattergli la porta in faccia".










