Adnkronos, 18 gennaio 2015
Il sempre più crescente interesse da parte dei talk show ai fatti di cronaca e ai processi ad essi legati rischiano "che il luogo della giustizia venga trasferito dalle aule dei tribunali negli studi televisivi, in una sorta di processo parallelo, dove non ci sono regole".
È quanto ha sottolineato il procuratore capo della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, nel corso di un dibattito pubblico su 'giustizia, poteri dello stato, cittadini sovranì, che si è tenuto al Palazzo di giustizia. Il convegno, cui hanno partecipato tra gli altri il presidente del tribunale di Milano Livia Pomodoro, il presidente della Corte d'appello Giovanni Canzio e, a sorpresa, l'ex magistrato Gherardo Colombo, ha chiuso una giornata dedicata ai cittadini.
Dalle 9 e 30, infatti, i portoni del Palazzo di giustizia si sono aperti ai milanesi che, con una serie di visite guidate, hanno potuto assistere ad alcuni processi per direttissima, visitare i locali della Procura, sedere tra i banchi della Corte d'Assise. "Il fatto che il pubblico possa assistere ai processi e alle udienze -ha sottolineato Bruti Liberati - è un aspetto di grande rilievo.
È un modo con il quale la giustizia si rende responsabile di fronte ai cittadini. Beccaria scriveva che il segreto è il più forte scudo della tirannia. Una riflessione ancor più attuale oggi. Per questo - ha concluso - l'informazione sulla giustizia è essenziale ma a volte nei talk show si esagera rischiando, appunto, di trasformarli in aule di tribunale".









