di Dario Del Porto
La Repubblica, 9 marzo 2015
La barba lunga e bianca, il cellulare all'orecchio: è l'ex boss della camorra di Mondragone Augusto La Torre, oggi collaboratore di giustizia anche se non più sotto protezione, ritratto mentre lascia il carcere di Ferrara per un permesso premio di tre giorni, già terminato.
La foto, postata fu Facebook dal figlio e poi rimossa, ha scatenato aspre polemiche sui social network e anche in alcuni familiari delle vittime di camorra, come l'assessore regionale Daniela Nugnes, cui il clan di Mondragone uccise il padre, che hanno parlato di "beffa" per il permesso a La Torre. Laureatosi in Psicologia durante la detenzione, reo confesso di numerosi delitti fra cui molti omicidi, La Torre è stato protagonista di una controversa collaborazione con la giustizia che va avanti nonostante la revoca del programma di protezione decisa a seguito di un'accusa di estorsione dalla quale è stato assolto.
Ora si è affidato a un legale d'eccezione: l'ex pm di Palermo Antonio Ingroia che, a Repubblica, spiega: "Quella della foto su Facebook è una leggerezza, le polemiche sono esagerate. Comprendo però le reazioni dei familiari delle vittime. La Torre ha scontato un bel pezzo di pena e la sua collaborazione, controversa ma non sul piano dell'attendibilità, ha permesso di processare e arrestare numerosi criminali. Pur dopo aver commesso tanti reati, gli si può consentire un breve permesso, per giunta lontano dal territorio d'origine".










