di Piero Sansonetti
Il Garantista, 4 marzo 2015
Caro ministro Alfano, lei ieri, parlando di ordine pubblico e di sicurezza, ha annunciato una stretta contro i mendicanti. Specialmente i mendicanti che chiedono le elemosina nei centri delle città. Naturalmente io capisco quali considerazioni la spingano in questa direzione.
Lei si sente oppresso da un'opinione pubblica compatta e agguerrita, che chiede sicurezza, leggi e repressione. Contro tutti, senza tante discussioni. Contro i criminali, gli zingari, i mendicanti, chiunque dia fastidio alla gente per bene. E questa opinione pubblica, come sempre accade, non è "autonoma" ma in parte è condizionata da stampa e Tv e in parte è lei tessa che condiziona stampa e Tv.
Ormai quasi tutte le mattine e quasi tutte le sere e su quasi tutti i programmi, c'è una trasmissione Tv che parla di sicurezza. E tutti i giorni di sicurezza si parla sui giornali. E si dice che i delitti sono in continuo aumento, che le città sono in mano agli irregolari, che i i rom e i poveracci invadono le strade e insidiano la sicurezza della classe media.
Non so perché giornali e Tv abbiano compiuto questa scelta, rincorrendo le campagne dei partiti dell'estrema destra (Lega, Fdi, Grillo e altri) ma mi pare irreversibile. Però, caro ministro Alfano, lei sa benissimo che questa campagna "securitaria" (come si dice in gergo) è infondata, cioè non si basa sulla realtà. La realtà l'ha spiegata molto bene proprio lei, nella conferenza di fine anno: numero di omicidi in crollo, furti in diminuzione di oltre il 10 per cento e altrettanto in diminuzione le rapine. Persino i furti negli appartamenti, che restano moltissimi, sono in lieve diminuzione (-1,7%).
E allora? In genere quelli a cui sciorino queste cifre mi rispondono che però sono in aumento le richieste di porto d'armi, e dunque vuol dire che la gente si sente insicura, e dunque che il pericolo è aumentato. E invece, come a lei è chiarissimo, è aumentato non l'indice di delinquenza ma l'indice della campagna di stampa che spinge i cittadini ad armarsi. Mi dicono che la Regione Lombardia abbia offerto di pagare l'avvocato a chi sparerà ai ladri.
Lo so, è difficilissimo per un leader politico andare controcorrente. Si perdono voti. Però alle volte - credo - è giusto mettere le idee al di sopra della necessità del consenso. Se non si fa mai questo, la politica soccombe, diventa cameriera di altri interessi.
Lei dirige un partito liberale, laico, garantista. Non può permettersi di cedere al populismo. È insensato, mi creda, pensare a norme severe contro l'accattonaggio. L'accattonaggio non è un reato, è una tremenda disgrazia e un'atroce necessità vitale. C'è una sola norma contro l'accattonaggio: una politica di giustizia sociale che riduca la povertà, possibilmente la cancelli, e renda inutile l'attività penosissima, triste e umiliante di chiedere l'elemosina.
Non crede anche lei che le cose stiano così? Non crede che - non mi stancherà mai di ripeterlo, anche se sono non credente e ateo - il passo più bello del Vangelo si a quello nel quale Gesù Cristo (il vero Nazareno...) dice a tutti: avevo fame e non mi avete dato da mangiare, avevo sete, ero ignudo..."?











