sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Ansa, 13 gennaio 2015

 

"Sono passati 30 giorni, ma ancora non abbiamo avuto gli esiti degli accertamenti irripetibili eseguiti in casa Stival e degli esami del Dna". Lo afferma l'avvocato Francesco Villardita, che assiste Veronica Panarello, la 26enne accusata di avere ucciso il figlio Loris, di 8 anni, strangolandolo con delle fascette di plastica il 29 novembre del 2014 a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. "Per noi - aggiunge il penalista - sul piano processuale e delle indagini difensive sono dati importanti. Aspettiamo di poterli avere nel più breve tempo possibile".

Il legale è ancora "in attesa anche delle motivazioni del Tribunale del riesame di Catania, che non hanno ancora depositato il provvedimento, capire come hanno superato le criticità sottolineate dalla difesa" nei confronti dell'ordinanza restrittiva che tiene la donna reclusa nella prigione di Agrigento.

Il 3 gennaio scorso i giudici hanno rigettato la richiesta di scarcerazione della mamma di Loris, confermando l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 12 dicembre del 2014 dal Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, su richiesta del procuratore Carmelo Petralia e del sostituto Marco Rota. Il Giudice delle indagini preliminari, in quell'occasione, ha anche confermato il fermo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere eseguito tre giorni prima da polizia di Stato, squadra mobile e carabinieri di Ragusa.