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di Antonello Micali

 

Il Garantista, 28 gennaio 2015

 

È davvero possibile un clamoroso ribaltone o si tratta solo, come dicono alcuni, dell'ennesima dimostrazione che la genetica, soprattutto applicata al crimine, oltreché complessa (e cara), non dà poi sempre tutte queste certezze? E se poi il campo di applicazione è quello penale, ecco che le cose si complicano ulteriormente.

A dare, in attesa del processo, nuova linfa al dibattito tra pro e contro il presunto "abuso" delle nuove frontiere scientifiche delle tecniche investigative moderne, è il nuovo elemento secondo cui sul corpo di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata cadavere in un campo di Chignolo d'Isola tre mesi dopo, non ci sarebbe traccia del dna mitocondriale di Massimo Giuseppe Bossetti, unico indagato per l'efferato omicidio della ginnasta di Brembate di Sopra.

E pensare che a fornire quello che di fatto è diventato forse un prezioso assist per la difesa del muratore 45enne in carcere da più di 7 mesi, è stato addirittura il consulente della Procura nella sua relazione al pubblico ministero. Insomma, la vicenda è complessa e rimanda, a fronte di "tale anomalia", a scenari per il momento non prevedibili; fatto sta che, semplificando, il tratto mitocondriale non è di Bossetti, ma quello nucleare, accertamento comunque non ripetibile e da sempre contestato dalla difesa, lo sarebbe: e allora?

 

Avvocato Claudio Salvagni, se la notizia venisse confermata che ne sarebbe della "prova regina" contro il muratore, quella per la quale un padre di famiglia incensurato (e che ha scoperto di non essere figlio del padre che lo ha cresciuto grazie proprio all'inchiesta) è in carcere dal 16 giugno scorso perché identificato come "Ignoto 1", ovvero come colui che avrebbe il profilo genetico dell'assassino di Yara?

"Prova regina? Dall'inizio di questo caso sostengo che la perizia che l'ha prodotta, anche perché effettuata in piena autonomia e solitudine dalla Procura e senza le garanzie del caso, visto che non è ripetibile, in un Paese democratico e civile quale dovrebbe esserscagionato, poiché rimarrebbe sempre un dubbio".

 

Ma potrebbe dunque cadere questa prova?

"Speriamo a questo punto che ciò avvenga nel processo".

 

Invece, nonostante tutto, secondo l'accusa, l'inchiesta a carico di Bossetti e con il suo complesso quadro accusatorio rimane valida.

"Guardi, a pensare male... Noi sappiamo da almeno due settimane di questa anomalia rilevata dal consulente Previderè dell'accusa; la Procura da almeno due mesi: a fronte della totale caduta di altri elementi e con questo quantomeno ragionevole dubbio sulla cosiddetta prova regina, avrebbe dovuto essere proprio la Procura a chiedere la scarcerazione di Bossetti, invece. È paradossale che un' inchiesta per la quale sono stati spesi milioni e scomodati i più sofisticati metodi scientifici produca una tale pochezza di riscontri".

 

Il consulente del pm nella sua relazione scrive che "tale profilo mitocondriale era certamente attribuibile alla vittima e non al soggetto definito "Ignoto 1"", quindi? "Quindi l'analisi del dna mitocondriale di Bossetti, estratto dal campione della relazione del Ris, non coincide con quello di "Ignoto 1", ovvero alla traccia trovata sugli slip della ragazzina: questo sarebbe chiaro, non lo è altrettanto per quel che concerne il profilo nucleare".

 

Sbaglio o adesso la Procura si affida alle stesse ipotesi del consulente, secondo cui, e siamo sempre nel campo delle ipotesi, appunto, la traccia analizzata dal Ris conterrebbe i profili genetici di Yara e di Ignoto 1 e che il tratto mitocondriale della bambina possa aver coperto quello di Ignoto 1?

"Lo vedremo in dibattimento. A noi sembra comunque chiaro che sono stati commessi degli errori, dall'inizio delle indagini. Questa che il consulente del pm chiama anomalia va spiegata. Il mitocondriale non è di Bossetti, ma di un altro. E sul fatto che il nucleare non lasci dubbi mi consenta di dire, a fronte di tutto quello che non è quantomeno lineare in questa storia, che la Procura dovrà dare delle spiegazioni più convincenti (come, probabilmente, sul motivo per cui i profili genetici mitocondriali di 532 donne sono stati comparati con il profilo genetico mitocondriale di Yara e non di Ignoto 1, ndr) e prendere in considerazione il nostro quanto meno ragionevole dubbio sulla prova del dna che non è più possibile ripetere".

 

Alla luce di questi nuovi elementi state preparando una nuova istanza di scarcerazione, dopo che la prima è stata rigettata dal tribunale del Riesame proprio in base all'esame del dna, in attesa della prossima udienza in Cassazione del 25 febbraio?

"Confermo questa intenzione, ma ribadisco che Bossetti avrebbe dovuto essere libero già da tempo".