Corriere della Sera, 11 febbraio 2015
Nel giro di 24 ore il gip di Bergamo Ezia Maccora ha detto no alla nuova richiesta dell'avvocato Salvagni, che puntava sui dubbi emersi dal Dna. Il giudice delle indagini preliminari Ezia Maccora ha bocciato oggi, nel giro di 24 ore, la nuova istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni.
Il legale, presentandosi lunedì mattina in tribunale, aveva depositato l'istanza puntando dritto contro il pilastro dell'inchiesta, il Dna, riferendosi alla relazione di Carlo Previderè, il consulente del pm Letizia Ruggeri. È stato Previderè a trovare la corrispondenza tra il Dna (nucleare) di Ignoto 1 e quello di Bossetti, che ha fatto scattare le manette lo scorso 16 giugno.
Il consulente Previderè ha anche indicato, però, un'anomalia: il Dna mitocondriale è di difficile interpretazione, quindi non si può dire che sia di Bossetti. Un elemento decisivo, utile per chiedere nuovamente la scarcerazione (già bocciata), secondo l'avvocato Salvagni.
Un elemento che invece non sposta una virgola, secondo la Procura della Repubblica di Bergamo, che si è opposta alla scarcerazione. Anche il gip non ha avuto dubbi. Anzi, rispondendo all'avvocato Claudio Salvagni, spiega che "si è ampliata la gravità indiziaria nei confronti dell'indagato", alla luce del materiale depositato dal pubblico ministero Letizia Ruggeri per opporsi alla scarcerazione.











