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di Giuliana Ubbiali

 

Corriere della Sera, 18 febbraio 2015

 

Fili e percentuali di colore dei sedili sono identici. Per l'accusa è la prova "risolutiva" contro il muratore. Controllati duemila proprietari di vetture simili: quel giorno nessun altro si trovava nella bergamasca.

Al Ris di Parma hanno simulato la scena. Un capitano donna dei carabinieri è salita sul furgone Iveco Daily di Massimo Giuseppe Bossetti e si è seduta sul sedile. Quando è scesa, sui vestiti aveva appiccicate fibre del tessuto sintetico di tipo industriale che lo riveste. Fili gialli, grigi, blu e celesti come quelli che Yara Gambirasio aveva sui leggings e sul giubbotto che indossava la sera del 26 novembre 2010, quando è sparita dalla palestra di Brembate Sopra e non è più tornata a casa. L'ha uccisa il carpentiere di Mapello, moglie e tre figli, è convinto il pubblico ministero Letizia Ruggeri.

Che il 16 giugno l'ha mandato in carcere principalmente perché il suo Dna corrisponde a quello di Ignoto 1, il presunto killer, trovato sugli slip e sui leggings della vittima. Poi sono trapelati altri elementi che chi indaga ritiene siano forti. Anzi "risolutivi", in questo ultimo caso. Le fibre colorate - decine - sono distribuite sugli indumenti di Yara nella stessa percentuale, in proporzione, con cui compongono il rivestimento. Analizzate al microscopio, corrispondono per caratteristiche chimiche, morfologiche e cromatiche a quelle dei rivestimenti. Ma i sedili dell'Iveco di Bossetti sono così personalizzati da poter sostenere che quel tessuto appartenga solo a quel furgone? In realtà sono di serie.

C'è però un passaggio precedente che giustifica la sicurezza degli inquirenti. Sono risaliti a 2.000 Iveco Daily immatricolati nel Nord Italia, da Reggio Emilia in su. Li hanno controllati e fotografati tutti. Poi hanno verificato dove si trovassero i proprietari, il 26 novembre del 2010. Qualcuno è stato convocato per chiederglielo, ma per buona parte è bastato verificarlo con le celle telefoniche agganciate dai loro telefonini.

Nessuno di loro risulta essere stato nella zona di Brembate Sopra, il giorno dell'omicidio. Nessuno tranne Bossetti, che ci passava abitualmente per tornare dal lavoro - come ha sempre detto - e che alle 17.45 di quella sera ha agganciato la cella di Mapello compatibile con quelle catturate dal cellulare della bambina. E che - è convinzione del pm - era sull'Iveco che la sera del delitto ha girato nella zona del centro sportivo, dalle 18 alle 18.47, e che è stato filmato dalle telecamere di una banca sulla via della casa di Yara, di una ditta e del distributore di benzina sulle vie di lato e davanti alla palestra.

L'accertamento sulle fibre si può ripetere. Per questo motivo non è stato coinvolto nessun consulente di parte. Se non fosse trapelato da notizie giornalistiche, l'avvocato Claudio Salvagni l'avrebbe saputo solo a inchiesta chiusa. Non sa che reazione ha avuto Bossetti. Lo vedrà venerdì, dopo il deposito dell'appello a Brescia contro il secondo recente no del gip alla scarcerazione. Sbotta alla notizia delle fibre: "Guarda caso esce a una settimana dall'udienza in Cassazione (contro il primo no alla scarcerazione, ndr). Commento una notizia giornalistica con tutti i benefici del dubbio. Ma esiste un Dna del tessuto che dice che è proprio quello dei sedili del furgone di Bossetti?".

 

Legale: ogni elemento letto sempre contro Bossetti

 

"Ancora una volta mi trovo a commentare perizie di cui non ho neppure l'atto di avvenuto deposito e di nuovo ho la sensazione che tutto viene letto contro Massimo Giuseppe Bossetti". Così Claudio Salvagni, legale del 44enne muratore in carcere con l'accusa di aver ucciso Yara Gambirasio, commenta le ultime indiscrezioni relative a un supplemento d'indagine del Ris di Parma sul furgone dell'indagato: sui leggings della 13enne di Brembate di Sopra, scomparsa il 26 novembre 2010, sarebbero stati ritrovati fili del sedile del camioncino del suo presunto assassino.

Una notizia che il legale non può né confermare né smentire, ma su cui osserva: "un conto è capire se c'è una compatibilità su quanto trovato sui leggings della vittima e il materiale presente sul furgone di Bossetti, un altro è dire che è compatibile con un tipo di tappezzeria di serie che, in quel caso, indicherebbe solo un modello di furgone. Ma tanto - aggiunge - tutto viene letto contro il mio assistito; ci difenderemo a processo". E mentre la procura va verso la chiusura indagine, l'avvocato Salvagni si prepara al nuovo appello da presentare al Riesame - dopo la bocciatura 'bis' del gip di Bergamo - e all'udienza in Cassazione fissata per il prossimo 25 febbraio.