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di Francesca Brunati

 

Ansa, 16 marzo 2015

 

Spunta l'ipotesi di una eventuale richiesta di rito abbreviato condizionato nella strategia difensiva di Giuseppe Bossetti, il muratore bergamasco accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre 2011 a Brembate Sopra e ritrovata morta tre mesi dopo, tra le sterpaglie in un campo di Chignolo d'Isola.

A ventilare la possibilità di un cambio di rotta nella linea difensiva finora orientata a un processo davanti alla Corte d'Assise, è lo stesso legale del carpentiere, l'avvocato Claudio Salvagni, in vista dell'attesa richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm bergamasco Letizia Ruggeri. "Quello che mi sento di escludere è una richiesta di giudizio abbreviato secco - ha sottolineato.

Anche se è prematuro dirlo con certezza, l'abbreviato condizionato è una possibilità che potremmo prendere in considerazione dopo aver studiato le tantissime carte depositate dalla Procura". Procura che, già la prossima settimana, è pronta a chiedere al gup il processo per Bossetti. E questo perché, come prevede la legge, il 18 marzo scadono i 20 giorni dalla notifica dell'avviso della chiusura dell'inchiesta, termine entro il quale l'indagato può chiedere un interrogatorio, una integrazione di indagine, depositare memorie, produrre documenti o quant'altro.

Qualora non venga presentata alcuna istanza o documentazione, a partire dal 21esimo giorno, in teoria, il pubblico ministero può inoltrare la richiesta di rinvio a giudizio o, ma non è questo il caso, di archiviazione. "Stiamo valutando cosa fare - ha spiegato ancora Salvagni. Abbiamo tempo ancora due giorni. Dobbiamo prima finire di leggere gli atti e poi decideremo".

Qualunque sia la data della richiesta di giudizio, l'udienza preliminare, a meno che la difesa non scelga il rito alternativo, dovrebbe quasi certamente concludersi entro metà giugno. Intanto Bossetti, che nei giorni scorsi si è visto respingere per l'ennesima volta la richiesta di scarcerazione e per il quale da domani si aprirà un periodo cruciale, in una lettera inviata al Qn si sfoga: "Il carcere, che tu sia innocente o colpevole, è sempre e comunque un inferno", ha messo nero su bianco, raccontando di trascorrere le giornate dormendo, giocando a carte e davanti alla tv, dove "vedo la mia faccia (...) ogni ora di ogni giorno, vedo mia moglie e i miei figli assediati dai giornalisti, vedo mia madre insultata per strada (...).

Cosa mi conforta? Nulla! Nemmeno l'amore della mia famiglia..." "Credetemi - ha aggiunto - non ho alcuna fede al momento, non ne ho nella giustizia che si è dimostrata ottusa, non ne ho negli uomini, che si sono dimostrati senza cuore, e non ne ho nella preghiera, che per ora si è dimostrata inutile". E poi la chiusura: "Ho solo fede in me stesso e nella mia assoluta verità".

Il muratore, in più passaggi, ha ribadito la sua innocenza e, rivolgendosi a mamma e papà Gambirasio, ben sapendo che la "loro sofferenza è grande", ha domandato : "E cosa posso dire ora ai genitori di Yara?. Nulla! Perché solo se io fossi il colpevole potrei dirgli qualcosa ma io non li conosco, non so chi fosse Yara".