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di Franco Insardà

 

Il Garantista, 26 marzo 2015

 

Alessandro Meluzzi lancia l'allarme: "sta per esplodere una bomba, la situazione rischia davvero di degenerare". Opg: una bomba a tempo che sta per esplodere in Italia. Ne è convinto lo psichiatra Alessandro Meluzzi che, intervenendo al convegno "Salute mentale, un paese fuori controllo", organizzato dall'Università Lumsa in collaborazione con il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio, ha lanciato l'allarme.

Il 31 marzo, infatti, gli Ospedali psichiatrici giudiziari dovranno chiudere, come prevede la legge 81 del 30 maggio 2014. Ma delle strutture di accoglienza (le Rems, Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) che le Regioni avrebbero dovuto approntare sul territorio non ce n'è ancora traccia, tranne poche eccezioni.

A oggi sono 704 gli internati negli attuali sei ospedali psichiatrici giudiziari attivi, di queste circa 250 sono considerati dimissibili al primo aprile ma potranno di fatto essere dimessi solo se vi sarà una presa in carico da parte delle strutture territoriali. Gli altri 450 internati dovranno invece essere trasferiti gradualmente nelle Rems, gestite dal servizio sanitario nazionale, in base alla provenienza, tornando dunque nelle regioni d'origine. Dovranno essere strutture con venti posti al massimo. I trasferimenti avverranno sulla base di provvedimenti della magistratura e di precisi programmi terapeutici. Ogni Regione è dunque chiamata per legge a rendere operative le Rems, che non saranno più strutture carcerarie in senso stretto ma finalizzate alla riabilitazione dei pazienti internati.

I sei Opg ancora attivi sono localizzati in cinque regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Sicilia. Tra questi l'Opg di Castiglione delle Stiviere si trasformerà in Rems, mentre gli altri potrebbero - una volta concluse le operazioni di trasferimento degli internati - essere destinati ad altro uso. Quasi tutte le nuove Rems saranno provvisorie, perché quelle definitive finanziate con 172 milioni consegnati alle Regioni, non sono pronte. Le uniche regioni che potranno aprire subito le Rems sono Basilicata ed Emilia Romagna, le altre solo piani di transizione. Il Friuli ha deciso di non recepire la legge nazionale, mentre altre otto Rems saranno aperte in Lombardia a Castiglione delle Stiviere.

Con questo quadro, mentre il governo sta valutando i commissariamenti, il rischio, secondo Alessandro Meluzzi, è che "i malati, ospitati fino al 31 marzo negli Opg, finiranno in carcere. I responsabili, per non commettere degli illeciti, dovranno rivolgersi ai prefetti che, come succede quando ci sono gli sbarchi di massa, reperiranno in fretta e furia delle strutture di fortuna. Si svilupperà un sistema di allocazione random-clientelare, ma temo, visto la particolarità delle persone, che li appoggeranno "temporaneamente" nelle case circondariali. Chi come me visita periodicamente le carceri può capire bene che la situazione rischia davvero di degenerare. Il carcere in molti casi è, secondo me, il manicomio vero".

L'allarme del professor Meluzzi è condiviso anche dal Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che, dopo un'aggressione ai danni di poliziotti penitenziari da parte di un detenuto con problemi psichiatrici, rientrato nel carcere da pochissimi giorni.

Il segretario nazionale del Sappe in una nota denuncia: "Purtroppo gli episodi di aggressione ad agenti hanno ormai abbondantemente superato la soglia fisiologica soprattutto ultimamente, a causa della forte presenza di detenuti affetti da seri problemi psichiatrici che per mancanza di strutture, presidi, personale specializzato, viene allocato nelle stanze con gli altri detenuti. Ormai il carcere è diventato un posto dove scaricare le tensioni sociali ed umane, poiché la popolazione detenuta per la maggior parte è composta da tossicodipendenti, malati cronici ed ultimamente da detenuti con gravi problemi di carattere psichiatrico che mettono a dura prova la professionalità dei poliziotti penitenziari che si devono inventare infermieri, educatori".

Il professor Meluzzi si è soffermato anche su altri aspetti di non poco conto, come quelli del personale e della sorveglianza: "Si ripeterà quella che io definisco come la "formula della Tab", cioè la terapia al bisogno a base di sedativi. Al bisogno di chi? Degli operatori che per evitare rischi tengono sedati i pazienti. Tra le altre cose - ha aggiunto Meluzzi - anche in questi ultimi giorni si registrano nuovi ingressi negli Opg di persone condannate dai magistrati che, nonostante le resistenze dei dirigenti delle strutture, continua a prevederne la reclusione". Non esiste un censimento aggiornato dei pazienti, da uno studio di dieci anni fa risulta comunque che "i pazienti in Opg erano in gran parte affetti da disturbi psichiatrici gravi (schizofrenia e altri disturbi psicotici dal 61,2 al 70,1 per cento). Avevano commesso nella maggior parte dei casi reati gravi contro la persona (nel 54 per cento dei casi omicidio o tentato omicidio)". I numeri degli internati sono cambiati (1282 nel marzo 2001, 988 nel giugno 2013 ai 704 di oggi), ma l'alta percentuale di omicidi o tentati omicidi potrebbe far aumentare l'allarme sociale.