di Marzia Paolucci
Italia Oggi, 30 marzo 2015
Stop ai rinvii, il 31 marzo chiudono gli Opg-Ospedali psichiatrici giudiziari: sei in tutta Italia ma l'alternativa, le Rems - Residenza di esecuzione delle misure di sicurezza di nuova costruzione, dal 1° aprile non ci sarà. Al loro posto le regioni presentano, con le previsioni di spesa per le residenze che verranno, strutture adattate a Rems tra soluzioni tampone e definitive in un lungo elenco di territori dove il transitorio, prevale nettamente sul definitivo.
Ma c'è di più, secondo l'Osservatorio Antigone che visita annualmente le strutture penitenziarie, queste residenze rischiano di essere un unico grande flop: "Nelle previsioni di programma delle regioni ci sono strutture per mille posti, se consideriamo la media di due a regione con 20 posti ciascuno, per poco più di trecento persone, gli internati "non dimissibili" destinatari di queste residenze", cita Michele Miravalle, avvocato e coordinatore di Antigone sulle condizioni detentive.
Una sproporzione enorme tra persone e strutture: secondo gli ultimi dati della relazione trimestrale congiunta presentata dal ministro della Salute Lorenzin e dal ministro della Giustizia Orlando, al 30 novembre 2014, gli internati in Opg erano 761 di cui 678 uomini e 83 donne, tutte a Castiglione dello Stiviere. Di questi, 476 sono risultati dimissibili in base ai piani terapeutici individuali consegnati dalle Asl al ministero della Salute. Restano invece non dimissibili solo 314 persone internate, quelle da trasferire dagli Opg alle cosiddette Rems con motivazioni cliniche per il 40% e di pericolosità sociale per un ridotto 17%.
"Ciò vuol dire che più della metà dei rinchiusi, il 56%, non doveva starci in quanto non più pericoloso socialmente e seppure non arrivasse la terza proroga a cui siamo fermamente contrari", considera Miravalle, "il sistema Opg non sarebbe sostanzialmente modificato perché la maggior parte delle regioni ha adottato soluzioni provvisorie, non conformi alla legge e con tempi di soluzione lunghissimi".
Le regioni e i finanziamenti. Più piccole le Rems, con una media di 20 posti e un direttore sanitario ma senza alcun presidio di polizia penitenziaria al loro interno: più simili a un ospedale che a un carcere, quindi. Sarebbe questa la fotografi a delle Residenze di esecuzione delle misure di sicurezza. Critica la posizione di Antigone: "Usiamo le strutture già esistenti anziché trasformare gli Opg in Rems o costruirne di nuove".
Sull'onda del provvisorio, infatti, le regioni stanno optando per le soluzioni più disparate: dalla Calabria che ne realizzerà una a Girifalco, dove prima c'era proprio un manicomio, alla Sicilia, l'unica regione italiana che, contravvenendo a una normativa del 2008, continuava ancora a mantenere le funzioni di sanità penitenziaria con il suo Opg di Barcellona Pozzo di Gotto in mano allo Stato.
C'è poi il caso di turismo penitenziario con al centro l'Opg modello di Castiglione dello Stiviere dove, nelle more dei piani di previsione di spesa per le fantomatiche strutture, confluiranno intanto internati da almeno altre tre regioni: Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria. Promossa il Friuli che sta usando i finanziamenti statali per strutture già presenti sul territorio con una gestione mista tra pubblico e privato sociale.
Altrettanto varia la tempistica di utilizzo dei finanziamenti da regione a regione: le sole regioni che hanno trasmesso un programma di utilizzo dei finanziamenti conforme alle indicazioni ministeriali sono Liguria, Toscana, Abruzzo, Lazio, Piemonte, Trento e Bolzano mentre Calabria, Sardegna, Puglia, Calabria e Basilicata non hanno ancora trasmesso al ministero della Salute un programma di utilizzo dei finanziamenti per spese Rems e servizi psichici territoriali. Ci sono poi quelle regioni che l'hanno trasmesso ed è all'esame del ministero: Friuli, Lombardia, Veneto, Marche, Emilia Romagna, Umbria e Molise.
La legge fa passi avanti. L'ultima legge n. 81/2014 introduce tre importanti novità rispetto alla prima normativa del 2012: i fondi statali non sono più vincolati alla realizzazione di nuove strutture lasciando discrezionalità alle regioni, è modificato il concetto di pericolosità sociale per cui i magistrati di sorveglianza non devono tenere conto delle condizioni familiari e sociali del detenuto e delle inadempienze dei servizi sanitari territoriali e in ultima analisi si mette fi ne ai c.d. "ergastoli bianchi" per cui nessuno può restare rinchiuso per un tempo superiore al limite massimo della pena commessa.
Opg. Antigone li visiterà nei giorni della chiusura
Il 31 marzo, così come previsto dalla Legge 81/2014, chiuderanno definitivamente gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Si tratta di una decisione importante frutto del lavoro di molti, di indagini e denunce partite da lontano. Non vanno creati allarmismi come fanno alcuni. Non c'è rischio sicurezza. Finalmente può ridiventare centrale la salute. Attualmente gli Opg sono sei. Gli internati sono circa 700. Molto è stato fatto. Molto c'è da fare. Noi monitoreremo questo processo. Già domani e martedì gli osservatori dell'Associazione Antigone si recheranno in questi luoghi per verificare lo stato delle cose, come procede il trasferimento degli internati e se, per il 1 aprile, gli Opg saranno effettivamente vuoti. Chiederemo inoltre ai direttori se il ministero e i provveditorati competenti stanno facendo valutazioni in merito all'utilizzo futuro di queste strutture.
Il calendario delle visite è il seguente: Lunedì 30 marzo 2015: Castiglione Delle Stiviere, Aversa. Martedì 31 marzo 2015: Napoli. Siamo in attesa delle conferme per quanto riguarda gli altri Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Comunicheremo tempestivamente ogni nuova visita. Alle ore 13.30, al termine delle visite, gli osservatori di Antigone saranno fuori dagli Opg a disposizione dei giornalisti che vorranno porre loro delle domande.










