Agi, 28 marzo 2015
Il 31 marzo chiuderanno gli Ospedali psichiatrici giudiziari, ma solo una Regione su due è pronta ad applicare la riforma con le nuove strutture, le Rems (Residenze per l'Esecuzione della Misura di sicurezza Sanitaria), che dovrebbero accogliere gli attuali ospiti.
Alla scadenza fissata allo scorso 15 marzo, infatti, secondo quanto apprende l'Agi da fonti del ministero della Salute, sul versante della concreta attuazione del passaggio da Opg a Rems solo dieci Regioni e una Provincia autonoma potranno contare già dal primo aprile su Residenze funzionanti. Si tratta di Val d'Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna, oltre alla Provincia Autonoma di Bolzano. A queste potrebbero aggiungersi Abruzzo e Molise frenate solo da un giudizio amministrativo pendente che potrebbe risolversi, almeno in fase cautelare al Tar, già prima dell'inizio di aprile.
Il Veneto, invece, non ha ancora individuato le soluzioni logistiche per l'attuazione della riforma, il Piemonte, pur avendo individuato soluzioni, non ha fornito i relativi atti deliberativi. Altre sei Regioni e la Provincia Autonoma di Trento hanno individuato soluzioni per le quali, tuttavia, i tempi di effettiva attivazione, in relazione a lavori e procedure da ultimare variano da pochi giorni (il caso delle Marche che conta di attivare la propria struttura il 15 aprile prossimo) fino al massimo del primo settembre 2015 (il caso del Piemonte).
Le altre sono l'Umbria, che congiuntamente alla Toscana utilizzerà la struttura di Careggi dalla fine di maggio, il Friuli Venezia Giulia e la Puglia, che prevede l'attivazione delle proprie Rems il prossimo maggio, la Calabria, che stima in 120 giorni il tempo necessario per l'attivazione di una struttura transitoria ed ha intanto chiesto disponibilità alle Regioni limitrofe per ospitare i pazienti calabresi non dimissibili attualmente in Opg, e la Provincia Autonoma di Trento che conta di essere pronta il prossimo primo luglio.
Marino (Pd): se Regioni non sono in grado Governo nomini commissario
"Se le regioni non sono in grado il Governo nomini un commissario". Così il sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino al termine di un convegno sul tema "Vite in Bilico: progetti di vita, percorsi di cura e programmi riabilitativi per un reale superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari" presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Roma Tre.
Il 31 marzo 2015 infatti scade per legge il termine ultimo per la chiusura degli Opg, dopo numerose proroghe, e il sindaco di Roma sostiene che molte regioni non siamo ancora pronte per questo passo. "Già avevo indicato nell'ottobre 2012 al presidente del consiglio Mario Monti di intervenire con la nomina di un commissario per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari che avesse pieni poteri - ha spiegato quindi il primo cittadino di Roma Capitale - e si sostituisse nei confronti di quelle regioni che erano inadempienti nel superamento questo orrore, dei lager dove sono stati chiusi per decenni i folli autori di reato senza alcuna possibilità di cura e con la loro dignità di persone completamente devastate, ridotte ad oggetti e rinchiusi in molti di questi luoghi".
Dirindin (Pd): processo superamento avviato, non si torna indietro
"È stato avviato un percorso da cui non si tornerà più indietro e questo è un risultato positivo di cui siamo soddisfatti", Così la senatrice Nerina Dirindin, capogruppo Pd in commissione Sanità, commenta, a pochi giorni dalla data del superamento definitivo degli Opg del 31 marzo, il lavoro svolto e le recenti visite alle strutture delle senatrici e dei senatori della commissione. "Siamo soddisfatti del lavoro svolto - aggiunge Dirindin - anche se ancora molto ne resta da fare, perché nonostante le molte criticità che abbiamo potuto rilevare nel percorso che porterà al superamento definitivo degli Opg, possiamo dire che in tutte le Regioni, tranne il Veneto, il processo è stato avviato.
Alcune si sono attivate prima, altre dopo come il Piemonte. Ora l'importante è che in questo processo che sarà lungo e ad ostacoli, si evitino scorciatoie: non si trasferiscano semplicemente le persone da una struttura degradata ad una solo un po' più bella, si attuino effettivamente percorsi riabilitativi terapeutici personalizzati, si rispetti la dignità delle persone.
È anche previsto un commissario nazionale, unico per tutte le Regioni per fare in modo che ci sia omogeneità nell'attuazione della Riforma". "Noi come Istituzioni - sottolinea Dirindin - continueremo a vigilare con attenzione su questo percorso e saremo da stimolo la dove sarà necessario, perché, come dimostra lo spirito che ha portato a questa riforma, quando si collabora insieme si ottengono i risultati, e questo per noi è motivo di conforto e soddisfazione", conclude Dirindin.









