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ansa.it, 17 giugno 2025

Brunetta: “Oltre il 70% di recidiva, dato allarmante. Colmare divario con legame tra carcere, impresa, formazione”. “Da economista, osservo i dati. Perché i numeri non mentono: ci dicono dove siamo e quanto c’è ancora da fare. Nel 2023, quando il Cnel ha scelto di ‘investire’ in questa iniziativa, la baseline, il punto di partenza, era chiara: oltre il 70% dei detenuti ha al massimo la licenza media; il 6% è analfabeta o privo di qualsiasi titolo di studio; solo l’1% è laureato. Spendiamo ogni anno 3,5 miliardi di euro per il sistema penitenziario, ma il risultato è un dato allarmante: oltre il 70% di recidiva”.

Così il presidente del Cnel Renato Brunetta alla II edizione di “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, giornata di lavoro organizzata dal Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia. “Il nostro impegno è colmare questo divario, creando un legame strutturale tra carcere, impresa, formazione e istruzione - ha aggiunto - La rieducazione, come ci ricorda la Costituzione, restituisce cittadini alla comunità e spezza la catena della devianza tra le generazioni. L’obiettivo di Recidiva Zero è ottemperare all’articolo 27 della Costituzione: la pena deve ‘tendere alla rieducazione del condannato’“.

Sulla recidiva oltre il 70%, Brunetta ha evidenziato, dunque, che “per rompere questo circuito perverso, la chiave è una sola: lavoro, studio e formazione, dentro e fuori dal carcere. Serve un cambio di passo: valorizzare il capitale umano del sistema penitenziario, chi vi lavora e chi sta scontando una pena o è in attesa di esecuzione della pena, con un approccio strutturale, non emergenziale”.

 Nordio: molti suicidi tra detenuti in via di liberazione

“Una buona percentuale di suicidi che costituiscono un po’ il flagello della carcerazione, ma non solo di quella italiana, di tutto il mondo, avviene tra detenuti che non sono appena entrati in carcere. E sarebbe anche comprensibile perché quando ti ammanettano e ti sbattono in una cella ti cade il mondo addosso e probabilmente la tentazione di togliersi la vita è forte. No, accade in buona percentuale tra i detenuti che sono in via di liberazione, il che significa che per queste persone la prospettiva della libertà è una prospettiva per certi aspetti preoccupante perché non sanno dove andranno a finire, non sanno come vivranno, non sanno come la società li accoglierà, se li accoglierà”.

Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla II edizione di “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, giornata di lavoro organizzata dal Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia. “Il progetto Recidiva zero mira proprio a correggere questo ultimo segmento della detenzione, il segmento probabilmente più delicato in cui la persona sta per affacciarsi a una libertà per cui magari non è psicologicamente preparato”, ha aggiunto.

“Noi abbiamo un’edilizia penitenziaria estremamente disomogenea. L’unica omogeneità che abbiamo è la polizia penitenziaria, alla quale va il mio infinito ringraziamento”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla II edizione di “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, giornata di lavoro organizzata dal Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia.

“Abbiamo carceri modello dove ci sono ampi spazi e abbiamo purtroppo delle carceri antiche, anche qui a Roma, dove è praticamente impossibile esercitare attività lavorative e addirittura assolutamente impossibile esercitare quelle sportive che richiedono invece degli spazi molto molto elevati e ci sono dei vincoli”, ha aggiunto. Nordio ha quindi evidenziato che “abbiamo un sistema carcerario che vede eccellenze nell’ambito edilizio ma vede invece anche delle situazioni estremamente degradate. È stato istituito il commissario all’edilizia carceraria. Contiamo molto sul fatto che i suoi poteri essendo stati allargati possano quindi superare quelle che sono le difficoltà burocratiche che fino ad adesso hanno impedito o comunque hanno rallentato questo lavoro”.