di Gerardo Villanacci
Corriere della Sera, 2 agosto 2025
La riservatezza è correlata ad una delle ferite più profonde all’immagine della giustizia ovvero quella degli errori giudiziari. Le conseguenze di una condanna ingiusta sono inestimabili. In un sistema giuridico democratico, come quello nel nostro Paese, non può essere messo in discussione il principio cardine del “al di là di ogni ragionevole dubbio” né tantomeno l’art. 27 della Costituzione che garantisce la presunzione di innocenza. Ciò non esclude che elementi sopraggiunti possano consentire di superarla a condizione che vengano valutati con estremo rigore e attraverso indagini, per quanto possibile, riservate.
La riservatezza d’altra parte è correlata ad una delle ferite più profonde all’immagine della giustizia ovvero quella degli errori giudiziari. Le conseguenze emotive e psicologiche di una condanna ingiusta sono inestimabili per chi ne è colpito ma non meno rilevanti per coloro che allo stesso sono affettivamente legati.
A ciò si aggiunga il tutt’altro che secondario impatto economico per la collettività; nel 2024 lo Stato italiano ha pagato 26,9 milioni di euro in risarcimenti per ingiusta detenzione; dal 2018 al 2024, la cifra complessiva ha superato i 220 milioni di euro. Ma ciò che più preoccupa sono le conseguenze sociali di un errore giudiziario poiché mina, talvolta in modo irreversibile, la fiducia dei cittadini verso il sistema di giustizia che, non dobbiamo dimenticare, è il presupposto essenziale per preservare l’ordine e il rispetto della legge. Senza questi elementi l’effetto sarebbe l’aumento di indagini infruttuose anche a seguito di una minore collaborazione dei cittadini più diffidenti verso gli inquirenti.
Siamo consapevoli che non sussiste un rimedio assoluto per evitare gli errori giudiziari. Ma siamo di fronte anche ad un aumento esponenziale di casi rimessi in discussione nonostante sentenze definitive. Diventa sempre più necessario durante lo svolgimento delle doverose indagini, imprescindibile ove le stesse riguardino persone al momento estranee e che possano risultare tali anche successivamente, che venga preservata, con ogni impegno possibile, la discrezione degli accertamenti.











