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di Valeria Pacelli

 

Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2015

 

Un'illegalità con effetti devastanti sulla crescita, interventi legislativi con alcune criticità e il problema delle spese regionali. La relazione della Corte dei Conti, all'apertura dell'anno giudiziario 2015, fornisce un quadro dell'Italia poco rassicurante, tanto più che l'organico dei giudici contabili è diminuito del 30 per cento. In prima fila il presidente della Repubblica Sergio Matterella, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e quello per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Molti avvocati, magistrati, giornalisti, tutti a recepire quello l'ennesimo monito dei magistrati contabili: "Crisi economica e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l'una è causa ed effetto dell'altra", ha detto ieri nel suo discorso inaugurale il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri.

Una corruzione che in Italia è dovuta al "perdurare a lungo di condizioni di bassa crescita" che "predispone un terreno favorevole a fenomeni di mala gestione e di corruzione". "Il pericolo più serio per la collettività - continua Squitieri - è una rassegnata assuefazione al malaffare". Così rivolgendosi anche al presidente della Repubblica, Squitieri aggiunge: "Non possiamo permettere che questo accada".

Per cui è "prioritario riorganizzare le strutture dello Stato", soprattutto a livello regionale, dove impazzano le spese irregolari. Circa 2/3 delle spese finite sotto la lente dei magistrati contabili fanno infatti riferimento agli enti territoriali, e in particolari alle Regioni del Sud che da sole arrivano al 60,4% delle irregolarità rilevate. Nell'ambito dei Fondi strutturali, il Fesr è quello per il quale sono individuabili i più alti importi di spesa irregolare, pari a 17,8 milioni di euro. In questo ambito, il primato è detenuto dalla Calabria (7,7 milioni), seguita da Campania (3,3 milioni) Toscana (2,4 milioni).

L'intervento del procuratore Generale Salvatore Nottola punta invece il dito contro le assunzioni illegittime e i danni erariali che ne conseguono: "La mala gestione - afferma Nottola - arriva a manifestarsi anche con assunzioni illegittime, prive di requisiti ovvero della procedura concorsuale". Il riferimento è agli atti di citazione della Procura regionale per il Lazio nei confronti di Atac e Ama, le due municipalizzate romane.

Nel primo caso, è stato quantificato un danno erariale di 15milioni di euro; nel secondo di 8 circa per l'assunzione illegittima di 550 operatori ecologici. Le sentenze sono state emesse anche a livello territoriale: l'importo più consistente, di 41,1 milioni di euro, nei confronti dei responsabili della Casa di Cura San Raffaele di Cassino, quella della famiglia Angelucci. Non sono da meno le situazioni di altre Asl.