www.giornalettismo.com, 15 gennaio 2015
Tra condanne sbagliate e ingiuste detenzioni il conto è salato. Lo scorso anno mille "innocenti" arrestati. 580 milioni più altri 31,8. Questo il conto che la malagiustizia ha presentato fin qui allo Stato italiano: dal 1991, ossia da quando per legge sono stati statuiti i risarcimenti, le ingiuste detenzioni e gli errori giudiziari sono costati più di 600 milioni di euro.
Solo nel corso del 2014 sono state accolte 995 domande di risarcimento e liquidati più di 35 milioni di euro a persone condotte in carcere in custodia cautelare e poi assolte o prosciolte; a ciò va aggiunto 1 milione e 600mila euro per condanne sbagliate. Il quadro è preoccupante perché da una parte c'è un esborso spropositato da parte delle casse statali e perché dall'altra significa che in troppi finiscono in un vortice di abbagli e sviste dei giudici.
Esemplare il caso di Giuseppe Gulotta, il manovale di Alcamo in provincia di Trapani che ha scontato da innocente 22 anni di reclusione per l'eccidio della casermetta di Alcamo Marina del 26 gennaio 1976, dove furono uccisi due carabinieri. I processi di revisione hanno stabilito che le indagini furono depistate - fondamentale la testimonianza di un appuntato pentito, Gulotta e gli altri tre imputati confessarono sotto tortura - e ora i suoi legali chiedono 69 milioni di risarcimento.
Nel punto sugli errori giudiziari città per città spicca Catanzaro con 6,2 milioni di euro in risarcimenti per 146 persone ingiustamente detenute nel 2014. Segue Napoli, dove le domande accolte sono state 143 e i risarcimenti ammontano a 4,2 milioni di euro. A Palermo, a fronte di una spesa liquidata a pressoché equivalente, pari a 4,4 milioni di euro, i casi di ingiusta detenzione sono soltanto 66. Nella Capitale, 90 i fascicoli accolti [...] e 3,2 milioni di euro i risarcimenti.










