di Antonio Manzo
Il Mattino, 2 marzo 2015
Lo Stato solo nel 2014 ha risarcito 1,6 milioni di euro per gli errori dei giudici. Nove errori giudiziari riconosciuti ne gli ultimi dieci anni. Neanche uno all'anno. Ora il decimo è quello dall'ex pm De Magistris che, in pratica, è anche l'ultimo del vecchio "regime" della legge Vassalli.
Troppo pochi dieci errori in dieci anni. Ora la battaglia per una nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati c'è. Tutto cambia: lo Stato ha sborsato negli ultimi 10 anni circa 54mila euro, l'eliminazione del filtro ai ricorsi presentati dai cittadini contro lo Stato, così come prescrive la nuova legge, potrebbe comportare una spesa dieci volte maggiore: 540mila euro l'anno, perché "in via approssimativa" si mettono in conto circa dieci condanne l'anno. Poi sarà lo Stato a procedere nei confronti del magistrato. Non più facoltativamente ma per obbligo di legge per una somma non superiore alla metà dell'annualità di stipendio della toga, contro il terzo previsto dalla Vassalli.
Dagli anni della legge Vassalli nessuna azione di rivalsa dello Stato sul magistrato è stata definitiva. Perché anche i procedimenti di responsabilità in sede civile hanno tre gradi di giudizio e una condanna può essere ribaltata. È il caso di una società Srl alla quale un Pm e un magistrato di Grosseto avevano sequestrato nel lontano 1998 un'intera tenuta agricola nel parco dell'Uccellina per reati ambientali.
Un sequestro "non pertinente" al reato, aveva deciso il Tribunale civile di Genova condannando lo Stato, nel 2005, a risarcire a favore della società circa 500mila euro. Ma la Corte di Appello prima e la Cassazione poi hanno annullato la decisione di primo grado, col risultato che la Presidenza del Consiglio ha intimato agli ex soci della società (che nel frattempo aveva cessato l'attività) di restituire le somme versate.
Negli ultimi due anni la relazione annuale presentata dalla direzione generale del ministero della Giustizia per il contenzioso e per i diritti umani ha certificato che il numero e l'entità delle condanne allo Stato di risarcimento dei cittadini costituiscono una voce importante del passivo del bilancio della Giustizia Di anno in anno sale la somma per i risarcimenti. Solo peri risarcimenti legati alla ragionevole durata dei processi (la cosiddetta Legge Pinto), lo Stato ha "un debito che a metà del 2014 ammontava ad oltre 400 milioni dì euro". A questi vanno aggiunti i danni della magistratura per ingiusta detenzione o errore giudiziario.
Solo nel 2014 ci sono stati mille ricorsi presentati alla Corte europea dei diritti dell'uomo per lamentare il pagamento ritardato degli indennizzi già fissati per ì cittadini che hanno subito un danno per l'eccessivo ritardo dei processi.
Sempre nel2014sono stati presentati 37 nuovi ricorsi per la responsabilità civile dei magistrati (ancora regolamentati dalla vecchia legge). Si sommano agli oltre tremila ricorsi presentati tra il 1989 e il 2012. Ma è tra le carte della direzione generale del ministero die Tesoro che si occupa materialmente dì liquidare i risarcimenti che si ha il quadro devastante degli errori giudiziari: casi di persone condannate con una sentenza divenuta definitiva e che poi stati assolti da un processo di revisione.
Nel 2014 record degli indennizzi: dai 4mila euro dovuti nel 2013 per 4 casi di errore si è passati agli 1,6 milioni di euro dovuti per i 17 nuovi errori giudiziari. Di questi indennizzi, in particolare, 1 milione è stato disposto come risarcimento perla vittima di un errore a Catania, mentre gli altri 600 mila euro sono andati a 12 persone di Brescia, due di Perugia, una di Milano, una di Catanzaro. Dal 1991, quando con la legge Vassalli sono stati erogati i primi risarcimenti, fino al 2012 lo Stato ha pagato solo 575 milioni 698 mila euro per i casi di malagiustizia. Tra i casi più eclatanti c'è quello di Giuseppe Gulotta, 22 anni in carcere e poi assolto perché il fatto non sussiste. Ha chiesto 69 milioni di euro di risarcimento.
Nel solo 2014 sono state accolte 995 domande di risarcimento per 35,2 milioni di euro, con un incremento del 41,3 percento dei pagamenti rispetto al 2013. Dal 1991 al 2012 lo Stato per questo motivo ha dovuto spendere 580milioni di euro per 23.226 cittadini ingiustamente sbattuti dietro le sbarre negli ultimi 15 anni. Tra le città con un maggior numero di risarcimenti nel 2014, in pole position c'è Catanzaro (146 casi), seguita da Napoli (143 casi).











