Ristretti Orizzonti, 31 marzo 2015
Come preannunciato, oggi si sono svolte le visite da parte degli Osservatori dell'Associazione Antigone e dei responsabili delle sedi regionali, in quattro dei sei Opg attualmente esistenti in Italia: Aversa, Castiglione delle Stiviere, Barcellona Pozzo di Gotto (in corso in questo momento) e Napoli (anticipata ad oggi, rispetto a quanto comunicato in precedenza, per questioni logistiche). Nella mattina di mercoledì 1 aprile ci sarà la visita a Reggio Emilia mentre, nei giorni a seguire, a Montelupo Fiorentino.
Quella di chiudere gli Opg è una decisione importante, frutto di anni di lunghe battaglie condotte da più soggetti, tra cui Antigone. Una riforma che, le nostre visite hanno dimostrato, essere stata necessaria. Molte delle persone che abbiamo incontrato avevano storie che parlano di un periodo di tempo molto più lungo passato in misure di sicurezza all'interno degli OPG di quella che sarebbe state le pene massima da scontare se fossero stati condannati al carcere. Spesso autori di reati non gravi. Esempio lampante è dato da un ragazzo internato ad Aversa che dal 2007 è in Opg per resistenza a pubblico ufficiale.
"Sappiamo che è un percorso difficile ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, al termine della visita ad Aversa e non ci aspettiamo miracoli da un momento all'altro, ma il proseguimento di un percorso necessario dal quale non dobbiamo tornare indietro, facendoci magari spaventare da possibili difficoltà emerse in alcuni territori nell'accogliere queste persone". "Più visitiamo gli Opg ha aggiunto Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell'Associazione più ci rendiamo conto che la maggior parte dei casi hanno poco a che vedere con la sicurezza pubblica". "A tal proposito è importante che le Rems non ripropongano una logica per troppo tempo vista negli Opg, ma che mettano al centro un progetto di cura che non sia solo sedazione, ma ha concluso Marietti un progetto terapeutico con la presa in carico sociale della persona".










