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di Beatrice Migliorini

 

Italia Oggi, 19 febbraio 2015

 

Salta l'aumento fino alla metà del termine di prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione. La disposizione, infatti, sarà rinviata nel testo ad hoc al vaglio della commissione giustizia della camera insieme ai nuovi termini di prescrizione per il reato di falso in bilancio. Resta invariato, invece, l'aumento della pena fino alla metà per i recidivi così come previsto dall'art. 161 del codice penale. Continuano le votazioni al ddl anticorruzione in commissione giustizia al senato anche se i tempi rischiano di dilatarsi.

Ieri, infatti, dopo aver respinto il primo terzo degli emendamenti presentati all'art. 1 (modifica alle pene per i reati di corruzione), hanno trovato accoglimento solo due proposte di modifica (identiche tra loro) che hanno portato all'eliminazione della lettera c) del comma 1 dell'art. 1. Così facendo, quindi, è stata eliminata la disposizione che prevedeva un amento dei termini di prescrizione fino alla metà per i reati contro la pubblica amministrazione.

Disposizioni di questo tipo, infatti, saranno tutte rinviate nel testo al vaglio della commissione giustizia della camera. Stessa sorte, quindi, anche per i termini del falso in bilancio per stessa ammissione del sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri che, a margine della seduta, ha precisato che "la decisione politica è quella di concentrare l'esame sulla prescrizione nel ddl all'esame della camera". Sul fronte falso in bilancio, poi, la commissione continua a restare in attesa della decisione dell'esecutivo.

Calendario alla mano, infatti, il testo del ddl anticorruzione è calendarizzato per l'esame dell'aula di palazzo Madama giovedì prossimo. Il rischio, però, è quello di andare in aula senza il mandato al relatore. Le forze di opposizione, infatti, hanno promesso di fare ostruzionismo ad oltranza se il governo non manterrà la promessa di presentare il nuovo testo sul falso in bilancio in commissione e non direttamente in aula.

"Non è nostra intenzione rallentare i lavori della commissione", ha spiegato a Italia Oggi Ferri, "abbiamo bisogno di tempo, però, per mettere a punto un testo che trovi la sintesi di tutte le posizioni e sia allo stesso tempo corretto ed efficace da un punto di vista giuridico".