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di Dino Martirano

 

Corriere della Sera, 18 febbraio 2015

 

L'annuncio di un accordo riservato maggioranza-governo sull'eliminazione delle soglie di non punibilità per il falso in bilancio non è piaciuto ai membri della commissione Giustizia del Senato che si sono sentiti tagliati fuori e che, ora, presentano il conto al Guardasigilli Andrea Orlando.

E a nulla è servito, in serata, un colloquio a Palazzo Madama tra il ministro del Pd, il viceministro Enrico Costa (Area popolare-Ncd) e il presidente della commissione Francesco Nitto Palma (Fi), secondo il quale "l'atteggiamento del governo è stato irrispettoso" nel momento in cui è stato deciso di bypassare la commissione e di presentare l'emendamento in Aula. Oggi il governo dovrebbe dunque comunicare se ci sarà quel cambio di rotta che però, almeno fino a ieri sera, Costa non riteneva possibile.

Il giro di vite - via la soglia di non punibilità per il falso in bilancio sotto del 5% del fatturato - è una novità perché gli emendamenti precedentemente depositati dal governo al ddl Anticorruzione andavano nella direzione diametralmente opposta mentre il testo base del relatore Nico D'Ascola (Ncd) non prevedeva questa ipotesi.

Nel merito, la commissione è spaccata (Forza Italia e i socialisti sono a favorevoli al ripristino delle soglie) mentre nel metodo tutti i partiti hanno contestato l'approccio del governo che vuole risolvere in aula un passaggio così delicato. Ha protestato Palma (Fi): "Forza Italia non ha presentato molti emendamenti, non era nostra intenzione fare ostruzionismo e se il governo accetta di discutere del falso in bilancio in commissione questo testo verrà votato velocemente". Giacomo Caliendo (Fi) ha garbatamente polemizzato con il vice ministro Costa e ha confermato che a suo parere le soglie di non punibilità devono rimanere.

Lo stesso ha fatto il socialista Enrico Buemi. Proteste sono arrivare anche da Giuseppe Lumia (Pd): "L'accordo sul falso in bilancio raggiunto nella maggioranza con il ministro Orlando è positivo, l'estensione dell'area di non punibilità è un vero passo in avanti, ma ora il governo presenti in commissione l'emendamento che traduce l'accordo individuato".

In questo clima, Forza Italia ne ha approfittato per rallentare i lavori della commissione: "Interventi ostruzionistici di Forza Italia, votare il provvedimento anticorruzione è proprio contro la loro natura", ha osservato il grillino Enrico Cappelletti. Maggioranza e Forza Italia, comunque, hanno fatto fronte comune quando si è trattato di bocciare gli emendamenti del M5S che chiedeva di raddoppiare i termini di prescrizione per i reato contro la Pubblica amministrazione.

Alla Camera, poi, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, ha stroncato la riforma governativa in materia penale che contiene anche le norme sulla prescrizione: "È un ddl complesso ma disorganico che interviene su singoli punti senza affrontare nel complesso i nodi critici del processo penale. L'Anm, infine, mostra di non fidarsi della genericità della delega. "C'è il rischio, senza definire i criteri che il legislatore delegato dovrà rispettare, che il governo si trasformi in legislatore ordinario".