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di Damiano Aliprandi


Il Garantista, 17 aprile 2015

 

Il Senato ha dato via libera al decreto anti terrorismo. Ci sarà il carcere per i "foreign fighters", l'obbligo di arresto in flagranza per gli scafisti e i servizi segreti saranno autorizzati ad infiltrarsi nelle carceri italiane attraverso i suoi 007.

La legge prevede dai 5 agli 8 anni di reclusione per i foreing fighters, cioè coloro che si arruolano per andare a combattere all'estero con i terroristi dell'Isis, nonché per chiunque organizzi, finanzi o propagandi viaggi finalizzati al terrorismo. Per essi scatta la custodia cautelare in carcere ed è prevista anche la perdita della potestà genitoriale se viene coinvolto un minore. L'uso del Web e di strumenti informatici per perpetrare reati di terrorismo (arruolamento di foreign fighters propaganda, ecc.) diventa un'aggravante che comporta l'obbligo di arresto in flagranza. Ma dopo le polemiche che si erano susseguite alla presentazione del decreto, è stati eliminata la norma che autorizzava la polizia a utilizzare programmi per acquisire "da remoto" le comunicazioni e i dati presenti nei Pc. Però l'intercettazione preventiva sulle reti informatiche degli indagati di reati di terrorismo internazionale può essere utilizzata, così come i dati relativi al traffico telefonico e telematico, nonché le chiamate senza risposta, dovranno essere conservati dal fornitore fino al 31 dicembre 2016. La legge, come già detto, prevede anche

l'ingresso al carcere dei 007 in incognito con la scusa di prevenire l'arruolamento dei terroristi. Ma non solo. In pratica - sempre per fronteggiare il terrorismo - ci saranno maggiori poteri ai servizi, compreso maggiore immunità. In gergo, le chiamano "garanzie funzionali". Significa il potere degli agenti speciali di violare la legge pur di arrivare al risultato. La legge 124 del 2007 prevede già una procedura specifica: previa autorizzazione del presidente del Consiglio, l'agente dei Servizi può essere autorizzato a commettere reati.

Ma mai di quelli troppo gravi come ad esempio l'omicidio. Nel caso dovessero aumentare le cosiddette "garanzie funzionali", i nostri 007 potrebbero avere la licenza di uccidere. Il paletto tolto considerato "ingombranti" rimane comunque quello di dare la possibilità ai servizi segreti di operare sotto copertura all'interno delle carceri. Cosa vuol dire?

In pratica, un agente potrà mantenere la sua personalità di copertura anche se arrestato, se interrogato e se condotto in carcere. La legge attuale n. 124 del 2007 lo vieta espressamente. Ma se esiste è perché c'è un motivo. La normativa venne varata dall'allora Governo Prodi con un ampio consenso parlamentare e andò a riformare in modo sostanziale i Servizi Segreti italiani. La revisione precedente del settore era avvenuta trent'anni prima, nel 1977.

Entrando nello specifico di quella normativa si andò a modificare il funzionamento dei Servizi, alla luce dell'evidente mutato contesto storico e politico internazionale, che era ancora basato sul modello della legge del 1977 nata in piena Guerra Fredda; ovvero, due servizi distinti e dipendenti da altrettanti ministeri (Difesa e Interni) sui quali il Governo e il Parlamento avevano un controllo limitato. Con la riforma dell'intelligence avvenuta nel 2007 si andarono a definire tutta una serie di garanzie funzionali per gli agenti; una sorta di regole di ingaggio che vanno a prevedere la possibilità di compiere una serie di reati senza il rischio di essere puniti se questi atti sono indispensabili alle finalità dei Servizi.