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di Simona D'Alessio

 

Italia Oggi, 22 gennaio 2015

 

Uno "sconto" di pena (grazie a un emendamento da inserire nel testo di riforma del processo penale, al vaglio del parlamento) per chi collabora nelle inchieste su casi di corruzione. È la novità, sulla scorta di quanto previsto dalla legislazione antimafia, annunciata da Andrea Orlando, ministro della giustizia, intervenuto ieri mattina, in aula a palazzo Madama (24 ore dopo averlo fatto a Montecitorio), per riferire sullo stato dell'amministrazione giudiziaria nell'anno appena trascorso. Una strada che colmerebbe una lacuna e si rivelerebbe efficace, dice, giacché una simile misura sarebbe "in grado di rompere la logica di omertà che, spesso, caratterizza le organizzazioni corruttive".

Il provvedimento nel quale il guardasigilli punta a immettere la correzione che consentirà un abbassamento della condanna dei collaboratori di giustizia che sveleranno episodi di corruzione, ha appena iniziato l'iter di esame da parte dei deputati della II commissione: si tratta del disegno di legge governativo C 2798, presentato il 23 dicembre 2014, sulle "Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena". Nel corso delle repliche ai senatori Orlando rivendica l'introduzione del reato di autoriciclaggio e del meccanismo di confisca dei beni per sproporzione, finalizzato, spiega, ad "aggredire i patrimoni illeciti, anche quando si sono allontanati molto da chi li ha generati". E, sollecitato dal M5s, affronta il tema del falso in bilancio, sostenendo che nella stesura estiva del provvedimento "non avevamo previsto soglie", poi a seguito di una "consultazione nella quale forze sociali ci hanno posto il tema di distinguere tra aziende quotate e non quotate, e di tener conto che alcune aziende hanno strumenti diversi per fare il bilancio", sono state introdotte. Ciò non equivale, chiarisce, a essere "amici dei criminali".

 

Gratteri: pronta riforma antimafia, sono 130 articoli

 

"La riforma antimafia è pronta, sono 130 articoli, l'80% dei quali può essere subito approvato con un decreto. Proprio oggi ho stampato il lavoro definitivo: 246 pagine. Un progetto di riforma a tutto campo per combattere le organizzazioni criminali".

Così il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, a capo della Commissione nazionale per la revisione della normativa antimafia, in una intervista a Radio Capital. Ad esempio, prosegue Gratteri, "c'è la proposta di alzare le pene per il 416bis, dai 5 anni di carcere attuali a una pena tra i 20 e i 30 anni. Come per il traffico di droga". E sulle misure contro la corruzione, ha spiegato, "si sta lavorando: io, ad esempio, nella mia commissione ho proposto di utilizzare gli agenti sotto copertura, come per il traffico di droga e di armi, per smascherare i reati contro la Pubblica amministrazione".