di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 5 maggio 2024
Santalucia (Anm): a rischio l’indipendenza. Il viceministro Sisto: balle, è garantita dalla Carta. “Sono molto contento che si sia deciso di presentare la separazione delle carriere che è una battaglia storica di Forza Italia che continuiamo a combattere e vogliamo portare a casa”. All’indomani del l’accordo sulla riforma costituzionale della giustizia, che prevede anche due Csm con i togati eletti per sorteggio e un’Alta corte per giudicare i magistrati, il vicepremier Antonio Tajani rimarca il risultato raggiunto. Dal quale, sembra dire agli alleati, indietro non si torna. La riforma “è una delle tre punte del cambiamento che vogliamo realizzare”, conclude il segretario azzurro.
Anche per Maurizio Lupi si tratta di “uno dei pilastri del programma del centrodestra, indispensabile per modernizzare l’Italia, per garantire processi più equi e veloci”. Il leader di Noi moderati aggiunge: “È giusto e doveroso che si arrivi finalmente, dopo anni di dibattito, a una riforma e alla separazione delle carriere”. E tende la mano ai magistrati: “Le riforme vanno sempre fatte coinvolgendo le categorie interessate: si metta da parte ogni interesse corporativo e di parte per dare all’Italia un sistema migliore”.
Ma secondo l’Anm non è così. Il presidente Giuseppe Santalucia ha messo in guardia dal fatto che con questa riforma “inevitabilmente i magistrati saranno attratti nella sfera d’influenza del potere esecutivo”. E toccando il sistema di pesi e contrappesi si mette in pericolo l’indipendenza della magistratura “si rischia di affondare un sistema che ha permesso di combattere la mafia e debellare il terrorismo”.
“È una balla” taglia corto il viceministro della Giustizia forzista Francesco Paolo Sisto. “Nessuno intende assoggettare i pm, men che mai il giudice al potere esecutivo. L’articolo 104 della Costituzione rimane inscalfito” assicura, convinto che sia importante il contributo di idee di tutti “però quando poi si arriva in Parlamento, nessuno disturbi la magistratura e nessuno disturbi il Parlamento”. Più tranchant Maurizio Gasparri (FI): “Se non piace all’Anm la riforma è buona”.
La riforma, comunque, deve ancora arrivare a Palazzo Chigi. Non figura all’ordine del giorno del pre-consiglio di lunedì mattina, in vista del Cdm del pomeriggio. C’è ancora da discutere e limare un provvedimento che oltre alla separazione delle carriere prevede due concorsi diversi per giudici e pm. Non è ancora ben delineata l’Alta corte cui sarebbero deferiti i magistrati che sbagliano, esterna ai due Csm. Si discute anche, ma non in questo provvedimento, di riformare l’articolo 112 della Carta che prevede l’obbligatorietà dell’azione penale, introducendo la discrezionalità (ma stabilendo per legge le priorità). Scettico il leader Iv, Matteo Renzi: “La riforma della giustizia non si farà mai con questo governo. Noi siamo anche disposti a dare una mano se la fanno, ma quando la fanno?”.









