di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 11 agosto 2024
Tante questioni sono ancora irrisolte; FI è insoddisfatta. Dopo lo stop all’abuso d’ufficio, Palamara valuta il ricorso per la sua condanna. La legge Nordio è appena entrata in vigore, così come quella sulle carceri, ma diverse questioni restano aperte. Se ne riparlerà dopo la pausa estiva, ma Forza Italia è lontana dal dirsi soddisfatta, soprattutto sul tema dell’affollamento degli istituti di pena. Mentre l’abolizione del reato di abuso d’ufficio ha già una prima conseguenza: l’ex membro del Csm ed ex presidente dell’Associazione magistrati (Anm) Luca Palamara, rimosso dall’ordine giudiziario, sta valutando “i riflessi che la nuova disciplina avrà sulla vicenda che mi ha riguardato, sia in ambito penale che disciplinare”.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che il nodo delle carceri sarà tra i primi che affronterà al rientro. Ha già chiesto un incontro al presidente Mattarella ma la direzione in cui guarda la ha annunciata ieri al Giornale: “La carcerazione preventiva è applicata in modo irragionevole, sia nella restrizione che nell’estensione”. Non è detto che i Fratelli d’Italia da questo orecchio ci sentano: proprio mentre la Camera approvava il decreto si è svolta a Palazzo Chigi una riunione di maggioranza descritta come tesa. Ma certamente è d’accordo Maurizio Lupi (Noi moderati), che trova il sovraffollamento “vergognoso. All’Italia serve una riforma organica che renda il nostro sistema giudiziario più efficace, più equo e più veloce”.
Il capogruppo di FI alla Camera, Paolo Barelli, ammette: “Chiedevamo di più, è vero ma questo è un ottimo risultato che potrà essere migliorato”. I principi base sono “la certezza dell’esecuzione della condanna, la salvaguardia della dignità delle persone che sono in carcere” e certamente una “maggiore considerazione del personale che opera nelle strutture penitenziarie”. Mentre il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto ritiene che la nuova legge sulle carceri sia “un primo importante intervento di sistema, al quale ne seguiranno altri”. Anche lui sottolinea come la custodia cautelare sia al centro delle riflessioni: “La misura cautelare deve essere un’eccezione necessaria”.
Intanto, Palamara fa sapere che “l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e la modifica della disciplina del traffico di influenze illecite eliminano dal panorama” alcuni reati “dai caratteri a tratti evanescenti”. E dunque sta valutando il da farsi. Ma la nuova normativa riguarda, tra gli altri, anche il procedimento a carico di Rosanna Natoli, consigliera laica del Csm in quota FdI, indagata per rivelazione di segreti d’ufficio e abuso d’ufficio.









