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di Marco Fabri*

Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2025

Con la delibera del 3 settembre scorso il Consiglio superiore della magistratura ha dato seguito a quanto previsto dal decreto legge 117/2025, con il quale il Governo ha individuato alcune misure emergenziali per raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr per la giustizia civile. In particolare, la riduzione del 40%, rispetto al 2019, del disposition time entro giugno 2026, che dovrebbe passare da 2.512 giorni a 1.507 a livello nazionale, considerando i tre gradi di giudizio. Il Csm ha quindi individuato le sedi e il numero di magistrati che potranno essere applicati straordinariamente negli uffici giudiziari di primo e di secondo grado.

L’Ufficio statistico del Csm ha lavorato a tempi di record, visto che i dati forniti dal ministero sono pervenuti il 27 agosto. I capi degli uffici destinatari dovranno ora elaborare un piano straordinario di smaltimento grazie alle risorse umane aggiuntive. Il primo problema sarà però definire l’obiettivo da raggiungere che è ancora piuttosto ambiguo. Se in generale l’obiettivo Pnrr prevede la riduzione del 40% del disposition time (334 giorni nei tribunali, 392 in appello, 781in Cassazione), la circolare ministeriale del 12 novembre 2021 aveva però previsto degli obiettivi diversi per gli uffici di primo grado e di appello (-56%) e per la Cassazione (-25%).

Quali obiettivi dovranno considerare i capi degli uffici? Concentrandoci sugli uffici di primo grado, il Csm ha individuato 48 tribunali a cui, potenzialmente, applicare 5 oo magistrati da remoto (si veda Il Sole 24 Ore del 3 settembre). Dall’analisi dei dati a disposizione, le scelte fatte sollevano alcuni interrogativi.

Vi sono diversi uffici come Santa Maria Capua Vetere, Messina, Nocera Inferiore, Castrovillari, Patti e altri che non rientrano fra le sedi destinatarie delle applicazioni. È vero che hanno mostrato una buona prestazione di riduzione ma hanno ancora un disposition time e pendenze alti. Probabilmente sarebbero più efficaci le applicazioni in questi uffici rispetto ad altri che sono stati individuati (come Urbino e Forlì). Ci sono, inoltre, situazioni apparentemente simili che hanno avuto un trattamento molto diverso. Un esempio su tutti è quello di Catania rispetto a Napoli.

Catania ha un disposition time a giugno 2025 di 457 giorni e una riduzione del 26% rispetto al 2019. Napoli ha un disposition time molto simile di 461 giorni e una riduzione del 22 per cento. Napoli si è vista assegnare ben 67 applicazioni straordinarie, Catania nessuna. Anche circa l’utilità delle applicazioni ai singoli uffici - in alcuni casi massive - sarebbero necessari chiarimenti, perché non sembra che possano essere determinanti.

Un esempio, ma se ne potrebbero fare altri, è Venezia. Ha avuto un incremento notevolissimo di sopravvenienze in materia di riconoscimento di cittadinanza, con 44.983 procedimenti civili pendenti al 30 giugno 2025. Il Csm ha assegnato a Venezia 66 magistrati. Considerato che ogni magistrato applicato potrà smaltire al massimo Zoo procedimenti, le definizioni totali potrebbero aumentare di non più di 6.600 unità. A queste vanno aggiunte, con una previsione molto basica per semplicità, le definizioni previste con l’organico attuale, che dovrebbero attestarsi a 12.226.

È vero che le pendenze dovrebbero diminuire progressivamente ma, sempre per semplicità, se consideriamo le attuali pendenze, il disposition time del Tribunale di Venezia a giugno 2026 dovrebbe essere di 854 giorni, ben lontano dai 334 giorni che ogni tribunale dovrebbe totalizzare per raggiungere l’obiettivo Pnrr. Infine, va considerato il ruolo della Cassazione.

L’obiettivo del taglio del 40% riguarda infatti tutti i gradi di giudizio e il disposition time di gran lunga più alto a marzo 2025 era proprio quello della Cassazione con 942 giorni, contro i 492 delle corti di appello, e i 467 dei tribunali. Il peso della Cassazione è determinante, nonostante tutti i possibili sforzi di allocazione straordinaria dei magistrati.

È peraltro necessario verificare quanti magistrati risponderanno effettivamente all’interpello del Csm. Purtroppo, le decisioni prese, rispetto alla situazione descritta dai dati, non fanno ben sperare per il raggiungimento dell’obiettivo Pnrr del disposition time.

*Dirigente di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)